Sanremo, Chiara Ferragni e i suoi abiti manifesto per i diritti delle donne: "libere e senza vergogna"
Per la prima serata del Festival della Canzone Italiana 2023, la donna che ha accompagnato la conduzione con Amadeus e Gianni Morandi è stata l'influencer italiana più famosa, ovvero Chiara Ferragni.
La giovane imprenditrice digitale, nonostante la sua inesperienza sul palcoscenico, ha dimostrato maestria e spontaneità, restando fedele alla sua persona e comunicando così la naturalezza e l'unicità che la contraddistinguono. E proprio restando se stessa ha voluto dimostrare al pubblico dell'Ariston e dell'Italia tutta che le donne sanno farsi rispettare e possiedono tenacia e determinazione nel perseguire le proprie lotte, private e pubbliche, nel tentativo di trasformare questo mondo in un posto, se non migliore, almeno rispettoso e sano di principi morali.
La Ferragni ha quindi mandato dei messaggi estremamente profondi e toccanti attraverso i quattro abiti indossati nel corso della serata, tutti nati da sue idee in collaborazione con Maria Grazia Chiuri per Dior e Fabio Maria D'Amato.
Il primo abito, "il vestito manifesto", in seta nera abbinato ad una stola bianca, possedeva quest'ultima con la scritta "pensati libera", in richiamo ad una celebre fotografia di Claire Fontaine, "dedicato a tutte le donne che vogliono sentirsi semplicemente loro stesse senza giudizi", libere dai ruoli che la società ha loro imposto.
Il secondo abito, "il vestito senza vergogna", è quello che senza ombra di dubbio ha destato più scalpore di tutti generando pareri controversi.
Infatti, Chiara Ferragni è scesa dalla scalinata dell'Ariston con un provocante vestito che la faceva sembrare completamente nuda inneggiando il suo corpo da dea, ma che lei ha subito chiarito fosse un vestito con il disegno del suo fisico, così da rendere solo una simulazione di esso. Il potente messaggio racchiuso nel capo d'abbigliamento haute couture è stato quindi il rivendicare il diritto e l'uguaglianza di genere nel mostrare se stesse senza sentirsi colpevoli, volendo dar voce a tutte le donne vittime di abusi e divieti.
"Questo è il corpo di tutte. Chi è senza peccato scagli la prima pietra!", si legge nella descrizione sul suo post di Instagram.
Il terzo e penultimo vestito, "l'abito contro l'odio", nella sua semplicità di peplo bianco esibiva delle scritte nere che richiamavano solo alcune delle molte frasi che la stessa Chiara Ferragni ha ricevuto e continua a ricevere sui social da parte degli haters, i quali sanno solo giudicare con parole sessiste, offensive e di disprezzo.
"Vogliamo spronare le donne a non farsi abbattere da chi odia perché solo i pareri di chi ci ama contano veramente", ha rivendicato l'influencer.
Infine - ma non per importanza - il quarto abito dall'esemplificativo nome "la gabbia", si è posto lo scopo di liberare le donne dagli stereotipi e pregiudizi nei quali la società le ingabbia, specialmente quello di tipo patriarcale.
La tuta in jersey dorato racchiusa nella crinolina dei sontuosi vestiti d'epoca è ispirata ad un'opera di Jana Sterbak, ed è l'augurio e la speranza riposta nelle bambine di oggi che saranno donne del domani, libere da costrizioni e soprusi.
Nella foto del suo profilo Instagram, Chiara ha posato con la sua secondogenita Vittoria, la quale indossa lo stesso abito della madre in versione baby, un altro forte messaggio nascosto ma allo stesso tempo ben visibile ma solo a chi sa guardare con la testa ed il cuore.
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