Regionali: Calenda, abbiamo perso ma candidati erano giusti
"Abbiamo perso. Quello regionale e' un voto difficilissimo per noi. Le peferenze pesano e noi invece dipendiamo da un voto di opinione. La peggiore condizione possibile per chi vuole spezzare il bipolarismo". Lo sottolinea il leader di Azione, Carlo Calenda, dopo l'esito delle elezioni regionali che vedono, ad esempio in Lombardia, la candidata del Terzo polo, Letizia Moratti, arrivare terza. Al 'Il Corriere della Sera', spiega di non cercare un alibi: "No - dice - Ammetto che non mi aspettavo il risultato in Lombardia nei termini in cui si e' delineato. Neppure mi aspettavo che Fontana addirittura prendesse di piu', in percentuale, di cinque anni fa. Si puo' dire che il presidente uscente abbia governato bene? No, non si puo' dire". Calenda rivendica la scelta dei candidati: "abbamo scelto i due assessori regionali" Moratti e D'Amato "che meglio hanno gestito il Covid per guidare due Regioni, enti in cui il bilancio e' quasi tutto assorbito dalla Sanita'. E non e' importato a nessuno. Fontana e Rocca erano forse candidati migliori? Non credo. Se si vota come al Palio di Siena, se il voto e' fideistico, i candidati contano poco. Ma io faccio politica proprio perche' voglio scardinare questo sistema che porta a un'astensione sempre piu' alta con votaanti sempre piu' divisi fra guelfi e ghibellini e al declino del Paese" e, aggiunge, "non mi arrendo". Insomma hanno sbagliato gli elettori? "Si', non ho timore di dirlo. E' la maledizione italiana: si vota per appartenenza", sottolinea ancora in un passaggio dell'intervista. Per Calenda la rotta resta quella del partito unico di centro: "Certo. Anzi l'unica lezione che ricavo da queste elezioni e' che il partito unico non puo' piu' aspettare. Basta perdere tempo. A marzo si parte: chi c'e' c'e'. Rinvii non ne accetto piu'". (AGI)Ma
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