Premierato all'ultimo miglio, Giorgia Meloni 'è Terza Repubblica'

Ultimo miglio per il disegno di legge di riforma costituzionale che dovrebbe introdurre in Italia il premierato elettivo, una riforma che per la premier Giorgia Meloni porterà il paese nella "Terza Repubblica". Lunedì pomeriggio si terrà un vertice di maggioranza per un ultimo confronto sul testo messo a punto dalla ministra Maria Elisabetta Casellati, che sarà quindi portato sul tavolo del Consiglio dei ministri di venerdì prossimo. Nelle settimane scorse sono circolate diverse bozze del ddl, non tutte coincidenti, ma sabato la ministra Casellati è intervenuta all'Assemblea nazionale di Azione fornendo precise informazioni sui contenuti e sulla logica della riforma. Due - ha spiegato - i primi obiettivi di fondo: assicurare stabilità ai governi e valorizzare il voto degli elettori, così che si crei un legame il più diretto possibile tra il voto espresso e la nascita dell'esecutivo. Nel ddl, quindi, è prevista l'elezione diretta del presidente del Consiglio, mentre un altro articolo afferma che la legge elettorale dovrà essere maggioritaria e tale da assicurare alla coalizione o partito vincente i 55% dei seggi in Parlamento. Di qui il commento odierno della premier Meloni: "Abbiamo sulle nostre spalle una responsabilità storica: consolidare la democrazia dell'alternanza e accompagnare finalmente l'Italia, con la riforma costituzionale che questo Governo intende portare avanti, nella Terza Repubblica". Fin qui le buone intenzioni. Ma ci sono anche le questioni aperte, perché quando si mette mano alla Costituzione il rischio è sempre quello di squilibrare il sistema. Nel caso specifico il rischio è quello di indebolire eccessivamente i poteri del Presidente della Repubblica, l'istituzione che negli anni della crisi della politica ha svolto una funzione di supplenza. A questo proposito Casellati sabato ha affermato che non verranno toccati nel ddl gli altri poteri del Quirinale, in capo al quale resterà quindi il potere di nomina dei ministri. Si tratta di uno dei punti più controversi; anche i partiti che propongono il cancellierato alla tedesca (cioè con un capo del governo non eletto direttamente) come il Pd o Azione, sostengono la necessità che la nomina dei ministri debba spettare al Presidente del Consiglio. La critica delle opposizioni, ribadita a Casellati da Andrea Giorgis del Pd, Maria Stella Gelmini di Azione ed Angelo Bonelli dei Verdi, è la rigidità che l'elezione diretta introduce, rispetto al caso in cui un premier perda la fiducia della propria maggioranza. Nelle bozze circolate si prevede che in questi casi il Quirinale possa incaricare una nuova personalità per formare un nuovo governo, purché essa sia indicata dalla maggioranza uscita dalle urne, senza l'obbligo quindi di andare a nuove elezioni. Il nuovo premier dovrebbe questa volta avere la fiducia delle Camere. Altre critiche arrivano da Riccardo Magi di +Europa, che giudica "spaventoso e sconclusionato" il ddl del governo, che ha già "esautorato" il Parlamento a suon di "una pioggia di decreti omnibus". Da discutere infine un'altra prerogativa del Presidente della Repubblica, che in alcune bozze veniva eliminata, quella di nomina dei senatori a vita. (ANSA). IA ANSA
Articoli correlati
SegnalazioniVia Venzone torna sotto i ferri: «Scavano nuovamente sull’asfalto rifatto, chi coordina lavori?»
Nuove transenne e nuovi lavori in via Venzone a Trieste riaccendono le proteste sulla gestione degli interventi stradali. A sollevare il caso è Sergio Lorenzutti , che ripercorre quanto accaduto negli ultimi due anni e mette nel mirino quel
SegnalazioniEvasione fiscale, affondo di un triestino: «Che cosa deve fare popolo italiano per smuovere situazione?»
Il dibattito sul debito pubblico italiano non può, secondo Sergio Lorenzutti, prescindere da quello sull'evasione fiscale. In un nuovo intervento, Lorenzutti mette al centro quella che considera una contraddizione: da una parte l'allarme pe
SegnalazioniTrieste, chi ha perso il suo “brum brum”? Una piccola fuoristrada aspetta il proprietario
Un parcheggio decisamente particolare questa mattina a Trieste. Niente SUV, utilitarie o motorini: all’ingresso principale del comprensorio ATER di via d’Alviano, davanti ai Vigili del Fuoco, qualcuno ha lasciato una minuscola fuoristrada r
SegnalazioniMuseo della Civiltà Istriana, un triestino solleva il caso: «Ma quando mai si può parlare di civiltà?»
Una contestazione che parte da una parola, “civiltà” , e arriva fino al progetto di un nuovo spazio museale al Magazzino 26 . È la riflessione inviata da Sergio Lorenzutti , cittadino triestino, che mette in discussione l'utilizzo dell'espr

