New York Times: 'Giorgia Meloni può guidare l'Italia e l'Europa è preoccupata'
'Giorgia Meloni può guidare l'Italia e l'Europa è preoccupata'. E' il titolo di un pezzo del New York Times dedicato alla leader di Fratelli d'Italia nel quale si sottolinea come Meloni sia "la favorita a diventare il prossimo primo ministro". "La leader di estrema destra di un partito che ha radici post-fasciste è nota per la sua retorica in crescendo, il timbro tonante e i discorsi feroci contro le lobby dei gay, i burocrati europei e i migranti illegali", scrive il prestigioso quotidiano americano in una corrispondenza da Cagliari, dove la Meloni ha tenuto un comizio qualche tempo fa. "Diventare la prima politica con un lignaggio post-fascista a guidare l'Italia dalla fine della Seconda guerra mondiale - sottolinea il Nyt - è un'impresa che sembrava inimmaginabile fino a non molto tempo fa e per farcela Meloni - che entrerebbe nella storia come prima donna a guidare l'Italia - si muove in bilico su un filo: da una parte deve convincere i 'patrioti' di estrema destra che non è cambiata, dall'altra deve convincere gli scettici internazionali che non è una estremista, che il passato è passato e che gli elettori italiani per lo più moderati si fidano di lei, quindi dovrebbero farlo anche loro". Meloni, ricorda il quotidiano americano, "ha affermato che la sua popolarità alle stelle non significava che il Paese si sia spostato agli estremi, ma che semplicemente si sia sentito più a suo agio con lei e sia fiducioso nella sua capacità di realizzare i fatti". Tuttavia, puntualizza il Nyt, "i mercati globali e l'establishment europeo rimangono diffidenti". "Resta la preoccupazione che, una volta al potere, Meloni si levi l'abito da agnellino filo-europeo e sveli le sue zanne nazionaliste - tornando al protezionismo, cedendo ai suoi partner della coalizione che adorano Putin, annullando i diritti dei gay ed erodendo le regole liberali dell'Ue". Il giornale ricorda anche che alla sua conferenza politica annuale nel 2018, Meloni ospitò l'ex consigliere di Donald Trump Steve Bannon e dichiarò di "guardare con interesse al fenomeno" del tycoon e a quello "di Putin in Russia". "Ma alla vigilia delle elezioni in Italia, la leader di Fdi ha cambiato rotta. Dopo anni di adulazioni verso Marine Le Pen, improvvisamente ne ha preso le distanze ('Non ho rapporti con lei', ha detto.) Lo stesso con Orban ('Non ero d'accordo con alcune posizioni che aveva sulla guerra in Ucraina'). Ora chiama Putin un aggressore anti-occidentale e ha detto che continuerà a inviare armi offensive in Ucraina". (ANSA). GUE
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