Myanmar, Laura Boldrini preoccupata: "Italia si attivi, basta repressione"
"Questa mattina, nel corso di un'interrogazione in commissione Affari Esteri, ho chiesto al Governo quali iniziative intenda intraprendere l'Italia, di concerto con i partner europei ed internazionali, per fare pressione sulla giunta militare affinche' cessi la repressione in Myanmar e per il rilascio di tutti i prigionieri politici. Il primo febbraio scorso sono trascorsi due anni dal colpo di stato militare. Da quel giorno, il Paese ha vissuto una privazione totale di diritti umani, politici, sociali". Ad affermarlo in una nota la deputata Pd Laura Boldrini. "Il Presidente della Repubblica Win Myint e la Premio Nobel Auung San Suu Kyi sono stati condannati a 33 anni di carcere e altri 13.800 dissidenti a decine di anni di reclusione. 40 mila abitazioni distrutte, 2.700 civili inermi uccisi dalle forze armate che nel Febbraio del 2021 hanno preso il potere con un colpo di Stato. Pene capitali gia' eseguite e 171 in procinto di esserlo. Oltre un milione e mezzo gli sfollati. Una crisi economica devastante - sottolinea - che spinge sempre piu' persone sotto la soglia di poverta' e di sopravvivenza. Esiste in Italia una vasta rete di associazioni per la solidarieta' con il popolo birmano, alcune delle quali ci hanno scritto per dire che 'l'Italia, la UE e la comunita' internazionale non possono continuare a chiudere gli occhi di fronte all'orrore delle azioni criminali e genocidi della giunta birmana'. E' per sostenere la loro richiesta che ho presentato questa interrogazione. Inoltre, da articoli di stampa e' emersa l'ipotesi che l'ambasciata italiana avrebbe a disposizione fondi per lo sviluppo congelati dal giorno del golpe. Risorse che potrebbero essere trasformate in 'aiuti umanitari' per la popolazione allo stremo delle forze e distribuiti attraverso le Ong italiane che operano sul territorio. Chiedo al Governo di attivarsi per fare le opportune verifiche e accogliere tale richiesta avanzata anche da dieci associazioni lo scorso dicembre in una lettera al viceministro Cirielli", conclude. (AGI)Com/Fri
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