Nell'aprile del 2019, attraverso un comunicato stampa e lettere mirate, la Società Alpina delle Giulie -
Sezione di Trieste del Club Alpino Italiano lanciava un appello alla politica per la ristrutturazione dell'ormai
ultranovantenne Rifugio Alpino Guido Corsi (Comune di Tarvisio - Alta Val Rio del Lago - Loc. Jôf Fuart)
sito in Alpi Giulie a quota 1876 m. Poi è arrivata la pandemia e, giustamente, le priorità sono diventate altre.
La bella notizia con cui si inizia il 2023 è che la Regione Friuli Venezia-Giulia, con decreto prot.
27565/GRFVG del 30.11.2022, ha recentemente stanziato un maxi-finanziamento di 950.000 euro atto a
coprire l’80% del fabbisogno finanziario per la ristrutturazione del Rifugio. La Società Alpina delle Giulie
Sezione di Trieste del Club Alpino Italiano quale concessionaria del bene demaniale di proprietà del
Fondo edifici di Culto, si sta già muovendo per trovare ulteriori partner privati per i rimanenti 242.460,00 euro
necessari a raggiungere la ragguardevole cifra di 1.192.460,00 euro stimati per portare a compimento i lavori
di ristrutturazione. Dobbiamo ricordare che il progetto iniziale per il quale era stato indetto un concorso di
idee già nel 2019 prevedeva la completa ricostruzione del rifugio mantenendo la memoria storica solo per
alcune strutture portanti, mentre oggi l’importo stanziato consentirà il solo recupero funzionale e la
ristrutturazione del tetto, la messa in sicurezza della teleferica, i nuovi impianti e gli arredi; interventi questi
che permetteranno quantomeno di poter riaprire il Corsi.
Le carenze del Rifugio, già individuate a suo tempo, risultano sia di carattere strutturale legate al tetto ed ai
solai, che funzionali derivanti da una grave carenza dei servizi igienici e degli spazi a disposizione della
cucina e dei servizi annessi oltre a presentare un’impiantistica attualmente fuori norma.
Il Corsi è un rifugio frequentatissimo da escursionisti ed alpinisti provenienti dalla nostra Regione e dalle
vicine Austria, Slovenia e Croazia. Aperto da maggio a ottobre metteva a disposizione dei suoi
frequentatori 70 posti letto ed un servizio base di ristorazione. I posti letto ora dovranno essere ridotti per
fare spazio alle nuove esigenze, stante la difficoltà architettonica di eseguire importanti ampliamenti
dell’edificio, come inizialmente pensati in sede di concorso di idee, in quanto la struttura nel 2022 è stata
sottoposta con decreto n. 137 del 26.07.2022 a vincolo storico culturale da parte del Ministero della Cultura
– Segretariato Regionale per il Friuli Venezia Giulia. Sarà compito dei progettisti, la cui selezione è già stata
avviata, di contemperare le esigenze architettoniche di adeguamento con i vincoli storici che saranno indicati
dagli uffici ministeriali.
L’edificio, ubicato in un ambiente naturale grandioso, si affaccia su un panorama unico e spettacolare. E’
riferimento di traversate verso altri rifugi e bivacchi della zona attraverso la Forcella Lavinal dell’Orso,
Forcella Mose, Forcella Vallone, Forcella Riofreddo. Circondato da pareti di elevatissimo interesse
alpinistico quali Cime Castrein, Ago e Campanile di Villaco, Jôf Fuart, Alta Madre dei Camosci, Cima
Innominata, Cima Riofreddo, Cima del Vallone, vi soggiornavano abitualmente per le loro esercitazioni le
Scuole di Alpinismo e il Soccorso Alpino.
PIU' DI NOVANT’ANNI DI STORIA DEL RIFUGIO ALPINO “GUIDO CORSI”
Il grande circo roccioso posto a sud del massiccio del Jof Fuart, che va dal Campanile di Villaco alla Forcella
di Riofreddo ed alla Cima e Forcella Vallone, si ripiana a quota 1850 m e forma un anfiteatro di grande
apertura, molto luminoso e non molto pendente.
Gli alpinisti austriaci lo avevano ben individuato fin dall’800, al punto che già nel 1881 la Sezione di Villach
del Club Alpino Austro Tedesco (D.u.Ö.A.V.) vi aveva costruito un ricovero completamente in legno, la Alte
Wischberghütte, sotto la Parete delle Gocce.
La stessa Sezione successivamente demolì il ricovero sostituendolo con la Findenegghütte, inaugurata il 3
agosto 1902 ed ubicata sull’ampio prato ghiaioso dove oggi sorge il Rifugio Guido Corsi.
La Grande Guerra infierì su quest’opera, che alla fine si trovò in terra italiana, ma parzialmente distrutta.
La Società Alpina delle Giulie, sorta a Trieste nel 1883, frequentò alpinisticamente i luoghi sin dalla sua
fondazione con i propri soci, con la Squadra Volante di Napoleone Cozzi e Vladimiro Dougan e con tutti quei
rocciatori (fra i quali Emilio Comici) che nel 1929 costituirono il G.A.R.S. (Gruppo Rocciatori) e
successivamente la prima Scuola di Roccia Italiana in Val Rosandra.
Nel programma di localizzazione dei punti di appoggio alpinistici nelle Alpi Giulie occidentali ed orientali non
poteva mancare la costruzione di un rifugio in quel luogo.
Fu così che nel 1925 venne inaugurato quello che pure oggi è il Rifugio Guido Corsi, comprendente anche
le strutture del vecchio, e dedicato alla memoria del socio “Guido Corsi”, caduto il 13 dicembre 1917 a Cima
Valderoa sul Grappa ed insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Il Rifugio è stato poi ristrutturato ed ampliato nel 1971, con anche la realizzazione della strada di accesso
dalla Val Rio del Lago sino a Malga Grantagar e della teleferica per il trasporto dei rifornimenti dalla Malga
sino al Rifugio.
Oggi il Rifugio Guido Corsi è un complesso di quattro realtà edilizie, di cui la principale è una costruzione su
130 mq di superficie con piano terra, primo piano e sottotetto.
Le altre sono le stazioni di arrivo e partenza della teleferica, il piccolo fabbricato a tettoia per l’impianto
fotovoltaico con batterie di accumulo ed il bivacco invernale.
La piccola stazione di partenza della teleferica a valle, è ubicata nella zona della Malga Grantagar.
La teleferica a doppio carrello ha una portata di kg. 200 ed è servita da argano azionato da motore diesel.
Il Rifugio è alimentato da ottima acqua sorgiva perenne, captata da sorgente ubicata a 150 m dal rifugio con
battente di 25 m, stoccata in serbatoio di captazione primaria e convogliata in tubazione di polietilene quasi
interamente interrata.
A dicembre 2017 una tromba d’aria ha divelto ed asportato la copertura della falda sud del tetto e
danneggiato gli spazi interni, successivamente messi in sicurezza e parzialmente bonificati.