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Segnalazioni

Lettera aperta contro la chiusura dei consultori: "Personale consultorio di San Giovanni professionisti a 360 gradi"

Luca Marsi ·
Lettera aperta contro la chiusura dei consultori: "Personale consultorio di San Giovanni professionisti a 360 gradi"

"Gentile Redazione,
siamo un gruppo di neomamme di Trieste e scriviamo questa lettera per dare valore e riconoscimento ad
un servizio pubblico, gratuito ed eccellente della nostra città.
In un periodo storico caratterizzato dai continui tagli alla sanità pubblica e dal discorso collettivo e
attualissimo sull'importanza della famiglia e del supporto alle madri, sentiamo la necessità di dare voce e
rilevanza agli esempi virtuosi dei servizi che realmente supportano e accompagnano le donne e le madri
(con i loro bambini) durante il periodo precedente e successivo la nascita di un figlio. Un periodo senza
dubbio molto complesso, oltre a livello fisico, anche a livello psicologico - con tutte le particolarità e le
diverse esigenze del singolo - durante il quale è fondamentale avere dei punti di riferimento medici, ma
anche pratici e di confronto per i piccoli o grandi problemi di tutti i giorni.
Considerato quanto sopra, con la presente vogliamo pubblicamente elogiare il lavoro delle ostetriche e del
personale del consultorio di San Giovanni, professioniste a 360 gradi, che ci hanno accolto e supportato in
ogni momento, dalla gravidanza fino al 6° mese dei bambini e oltre, rendendosi sempre disponibili col
sorriso e con parole di conforto nei momenti più difficili.
Dal punto di vista sanitario ci hanno trasmesso moltissime informazioni, da tutto quello che riguarda la
madre, come gravidanza, travaglio e preparazione al parto e post-parto, a tutto quello che riguarda il
neonato, come allattamento, sonno, igiene, movimento e svezzamento.
Ma, forse più importante, ci hanno supportate nei momenti di crisi, con visite domiciliari laddove si fosse
ritenuto necessario, a consulenze ad hoc per problemi soprattutto di allattamento e gestione dei bambini.
Si parla sempre di più anche di salute mentale e in un momento delicato come quello della nascita - del
figlio ma anche della madre - il consultorio di San Giovanni ha potuto supportare anche da quel punto di
vista alcune mamme che ne hanno avuto bisogno.
Ringraziamo in particolare l'ostetrica Fabia Pirrotta, che ci ha accompagnate nel nostro percorso con
grande passione ed empatia, entrambe caratteristiche innate e di grande valore e umanità.
Abbiamo letto e sentito parlare delle proteste in atto contro la chiusura dei consultori di San Giovanni e San
Giacomo, a questo proposito vorremmo dire due cose:
1. Il decreto legge 1 dicembre 1995, n. 509, entrato in vigore con la legge 31 gennaio 1996, n. 34,
prevede un consultorio familiare ogni 20.000 abitanti. La nostra Trieste di abitanti ne ha più di
200.000: per ora i consultori familiari sono 4 e potrebbero diventare (o diventeranno?) soltanto 2;
la nascita dei consultori familiari è legata ad "assicurare la realizzazione in ogni distretto delle
attività e degli obiettivi di sostegno alla famiglia ed alla coppia, di promozione e tutela della
procreazione responsabile, di prevenzione dell'interruzione volontaria di gravidanza (IVG), nonché
le finalità previste dal progetto-obiettivo materno-infantile del Piano sanitario nazionale 1994-1996
e quelle previste dalle azioni finalizzate e/o dai progetti dei piani sanitari regionali" (dal decreto
legge 1 dicembre 1995, n. 50). Allora ci chiediamo: invece di diminuire, non dovrebbero aumentare
considerevolmente di numero? Si parla ogni giorno di sanità territoriale, ma a queste condizioni la
realtà sarà tutto l'opposto. Come farà una neomadre a spostarsi con un neonato di qualche giorno
o settimana, senza mezzi propri, costretta ad attraversare tutta la città perché non esiste più un
minimo di capillarità e prossimità del servizio sul territorio? Semplicemente, probabilmente, quella
neomadre non riceverà il supporto eccellente che abbiamo ricevuto noi perché per lei non sarà più
accessibile.
2. Se la finalità dell'accorpamento è quella di migliorare i servizi, come mai non viene mai richiesto un
feedback agli utenti finali dei servizi stessi? Noi siamo meno di 20 mamme, ma siamo sicure che
tutte le altre donne e madri che sono passate al consultorio di San Giovanni per i più disparati
motivi sarebbero felici di poter esprimere la propria - molto probabilmente - positiva opinione, e
vorrebbero anche che questa opinione poi venisse ascoltata anche dai dirigenti, sia per ottimizzare
ancor di più i servizi sia per evitare che eccellenze come questa vengano penalizzate per obiettivi
ignoti alla popolazione.
Oggigiorno è sempre più difficile avere dei figli e mantenerli, senza rete di supporto molto spesso né
familiare né sanitaria e la denatalità dilagante lo dimostra. Pensiamo anche alle persone meno tutelate:
famiglie straniere, situazioni socialmente fragili, ragazze madri, persone che hanno necessità di supporto
psicologico (anche rispetto a situazioni mediche complesse e traumatiche nell’ambito del parto e post) e
mille altre casistiche.
Per tutte queste ragioni, vogliamo che il consultorio di San Giovanni venga considerato collettivamente un
esempio di professionalità, umanità, empatia ed efficienza nel supporto alle donne e alle madri.
Chiediamo a tutte le madri che condividono la nostra esperienza di far sentire la propria opinione e di
chiedere a gran voce che quei pochi esempi virtuosi vengano valorizzati e replicati, per il bene dei nostri
figli, figlie e delle future famiglie."

Seguono firme di una decina di triestine.

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