Lavoratori in protesta: "Ci stanno chiudendo l'azienda nel silenzio generale"
Un grido di allarme arriva da una lavoratrice triestina che, su un gruppo social locale, ha espresso la frustrazione e la preoccupazione di molti colleghi. "Da luglio non riceviamo notizie ufficiali sulla nostra azienda, solo voci tra di noi," scrive, denunciando la totale mancanza di comunicazione da parte delle istituzioni e dell'azienda stessa.
Nonostante siano stati fissati incontri tra le parti, molti di questi sono risultati inconcludenti o addirittura rinviati, senza che i lavoratori ne venissero informati. La mancanza di un canale informativo ufficiale ha costretto i dipendenti a fare affidamento su gruppi WhatsApp. La richiesta di presenziare agli incontri con le istituzioni viene costantemente respinta con scuse, alimentando un clima di incertezza e tensione.
Alcuni lavoratori, che hanno già vissuto la chiusura dello stesso stabilimento in passato, temono che la storia si ripeta. "Dovremmo essere lì ogni giorno per far sentire la nostra voce, ma ogni tentativo di organizzare assemblee o manifestazioni incontra polemiche o resistenze," aggiunge l'autrice del post, sottolineando la necessità di una reazione collettiva e più incisiva.
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