La Russa: non accetto lezioni su Costituzione e liberta'
"Sono in Parlamento dal 1992 e non accetto lezioni su rispetto della Costituzione e amore della liberta'". Intervistato dal Corriere della Sera, Ignazio La Russa torna cosi' sul quel grido alla Scala (confermando che "si', davvero" non lo ha sentito) e spiega: "Io avrei detto viva l'Italia e basta, ma non ho problema alcuno se aggiungono 'antifascista'. E altro che un po' mi fa pensare e pure ridere". Ovvero, spiega ancora il presidente del Senato, "che e' bastata una frase gridata da un appassionato di ippica perche' costui si tramutasse per la sinistra in una specie di eroe nazionale, alla Scurati, che sul fascismo vive grazie ai suoi libri. Ci riflettano, qualcosa non funziona" Dunque, nessun veto a inneggiare all'antifascismo: "Certo che si puo', ma solo adesso - riprende l'esponente FdI - si sono accorti che vengo dalla destra? Peraltro, da una destra dialogante. Io fui tra i primi a sostenere e lavorare alla svolta dal Msi ad An, mettendo da parte simboli e parole d'ordine che non avevano piu' nesso con un Paese che doveva pacificarsi". "Sono un uomo che viene dalla destra e che diventa presidente del Senato, democraticamente eletto, addirittura con i voti di alcuni avversari politici, E questo non e' tollerato", dice ancora La Russa rivendicando di essere "stato sempre dialogante, e infatti anche nelle Conferenze dei capigruppo che presiedo, su tante questioni delicate decidiamo spessissimo con l'unanimita'". Certo, non nasconde che "sulle uscite, ce ne saranno un paio che non rifarei, una per tutte quella di via Rasella. Fu un errore - ammette La Russa - seppur involontario. Il busto e' roba vecchia, ora sta a casa di mia sorella. A casa mia avevo anche cimeli russi, della Cina di Mao... e quella ri'presa televisiva era vecchia di anni e mai utilizzata prima. Ma non sono questi i motivi". "E' che forse non si sopporta che nel mio discorso di insediamento parlai della necessita' di un superamento delle divisioni, di una pacificazione nazionale che metta veramente fine a un interminabile dopoguerra. Ma io - ribadisce il presidente del Senato - mi muovero' sempre in questo solco. Non a caso sono felice dell'ottimo rapporto con la senatrice Liliana Segre". (AGI)Bal
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