lunedì 13 luglio 2026
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Segnalazioni

"La costante persecuzione contro i nativi del Canada da parte anche delle pubbliche istituzioni"

Luca Marsi·

Ricordiamo il periodo passato in Canada alcuni anni fa presso la comunità dei nativi canadesi della First Nation e poi di un incontro fortuito con un artista nativo all’ estremo nord della  British Columbia e con la comunità dei Salish che già negli anni 80 aveva aperto un’Università per studi della loro cultura e degli alti nativi. Le notizie raccolte di prima mano da una donna in avanzata età scappata fortunosamente da una scuola segregazionista assieme ad un giovanotto che divenne suo marito freddarono mia moglie ed io. Raccontava che dal 1880 i governi canadesi avevano iniziato un’azione di sterminio dei nativi in un modo incredibile, apparentemente senza morti. Aprirono le scuole segregazioniste solo per i ragazzi maschi e femmine dei nativi. Venivano prelevati dai militari e trasportati a viva forza in queste scuole dove avvenivano esecuzioni, morti per percosse e fame, violenze fisiche e sessuali. Tutto nel silenzio assoluto. Se i genitori facevano resistenza era facile che ci scapasse qualche morto. Dovevano parlare unicamente inglese per perdere conoscenza della propria lingua e della nazionalità tribale da cui derivavano. Dall’ età della pubertà in poi venivano dati in adozione a famiglie dei bianchi occupanti il Canada  troncando così ogni possibile ritorno alla loro famiglia naturale. Questo rivoltante andazzo  continuò fino al 1980 iniziando a scemare attorno al ‘60.. Son stimati per difetto in 6 milioni i giovani spariti dalle loro famiglie e gli adulti uccisi. 100 anni abbondanti di costante sparizione della gioventù autoctona assieme a molti adulti. Ancor oggi una forte oppressione sui nativi viene esercitata dalle multinazionali del legname e del petrolio. L’artista del legno che stava intagliando un enorme tronco ci raccontò che l’albero era suo ma che lo dovette comperare per $ Can. 3000 dalla azienda canadese che lo aveva tagliato deforestando la sua foresta, come risultava dagli atti catastali governativi che ci mostrò. A nulla valsero le sue recriminazioni e la sua causa intentata contro questi pubblici ladri di legname, causa che dormiva da 4 anni presso il locale tribunale. A nulla valsero le sue reiterate sollecitazioni. Ma quello che mi fece imbufalire fu sentire fuori dal Parlamento di Ottawa, che mi apprestavo a visitare non più di 6 anni fa, un nativo che con microfono in mano spiegava ad una folla di persone in maggior parte autoctoni che negli ultimi 10 anni erano nuovamente sparite 20.000 donne native tra cui sua madre e sua sorella. Rapite ovviamente e poi non si sa dove e come finite. All’ interno del parlamento con giro guidato sollevai il problema con la guida chiedendo quanti parlamentari avessero i nativi dopo la creazione della regione dei Territori del Nord. Non ottenni che pseudo spiegazioni in politichese perchè non ne avevano neanche uno. Allora chiesi che fine avesse fatto il quadro di questa regione che 4 anni prima durante una mia precedente visita stava al suolo in attesa di venir appeso ad una parete. Così diceva la guida di allora. Non ottenni risposta. Chiesi ancora come si poteva definire il Canada una nazione democratica ed indipendente quando tutte le leggi dovevano venir accettate dal Governatore Generale altrimenti venivano cassate da lui che nominava tutti i Senatori essendo pure lui a sua volta nominato dalla Regina d’Inghilterra. La  guida ufficiale non seppe cosa dire e mi allontanò perentoriamente facendomi uscire scortato da un militare di servizio nel parlamento. La motivazione ufficiale fu che portavo disturbo al suo lavoro. Fu l’ espulsione più amata da me che con orgoglio me ne andai dicendo alla capo servizio di essere orgoglioso di lasciare quel riprovevole posto. Fuori c’era ancora la manifestazione anti governativa che chiedeva lumi sulla sparizione di 20.000 donne. Tutto ciò avvenne ben dopo la prima visita del Papa con la manfrina d’aver dovuto lui parlare con e per i nativi. IL Papa ritornò colà ed ebbe una visitazione dei luoghi religiosi ove avvenne una parte dello sterminio dei giovani. Anche in quella situazione storica il governo canadese si defilò coprendosi dietro una cortina fumosa di parole, solo parole. Ed ora i fatti vengono finalmente alla luce del sole nella speranza che qualcosa cambi radicalmente nella condotta anti autoctoni ai quali sono ancor oggi preclusi lavori pubblici e di livello superiore perchè non “bianchi invasori “. Se questo non è colonialismo puro allora cos’è?

Sergio Lorenzutti

 

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