L'India discute il diritto alle visite coniugali per i carcerati

- L'India torna ad affrontare il tema del diritto dei detenuti alle visite coniugali: l'Alta Corte di Delhi ha dato recentemente al governo della città sei settimane per rispondere sulla praticabilità dalla richiesta, dopo che la richiesta di rendere possibili gli incontri è stata presentata dall'avvocato per i diritti civili Amit Shani. L'argomento torna ciclicamente d'attualità nel paese: dopo che nel 2018 l'Alta Corte di Madras ha sottolineato che "le visite coniugali sono un diritto sia del carcerato che della moglie", alcuni tentativi in questo senso sono stati avviati. A Delhi, tuttavia, già dal 2019 la Direzione generale delle carceri ha fatto sapere che "se è vero che il diritto alla procreazione deve essere rispettato, le attuali condizioni delle nostre sedi lo rendono impraticabile". Recentemente, la Direzione ha ricordato che "le opportunità di mantenere i legami familiari e la stabilità coniugale sono garantite da permessi, licenze, periodi di libertà su cauzione, concessi regolarmente", e ha sottolineato che nel complesso di Tihar, la prigione più grande della capitale, dove sono stipati 20mila reclusi, si tengono ogni giorno più di 1200 visite. Diversa la situazione in città più piccole, dove il minore affollamento degli istituti di pena ha consentito di avviare esperimenti. Dall'anno scorso, la prigione centrale dello stato di Ludhiana ha un programma di "visite familiari", che permette ai detenuti di incontrare le mogli in ambienti dedicati all'interno delle carceri. (ANSA). Y94-PA
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