domenica 12 luglio 2026
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Segnalazioni

IL PUNTO - Sanremo: Mengoni in testa, Blanco distrugge tutto

Luca Marsi·
Tutto il fuoco dello spettacolo in una notte, ed e' solo la prima. Le luci ancora tiepide della gara sullo sfondo con subito gloria per il favorito del festival Marco Mengoni, in testa dopo il voto della sala stampa con 'Due vite'. Seguono, tra i cinque finalisti virtuali, Elodie con 'Due', Coma Cose con 'L'addio', Ultimo con 'Alba' e Leo Gassman con 'Terzo cuore'. Ma si fa la storia, qui, col presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il primo capo dello Stato al festival di Sanremo accolto dalla per lui 'solita' standing ovation ma in un luogo pop, lontano dalle solennita' scaligere. Assiste allo spettacolo assieme alla figlia Laura senza dire nulla, parla pero'. Con gli occhi che scintillano quando Roberto Benigni cita il padre Bernardo, che fu uno dei padri della Costituzione, e gli applausi per l'artista toscano che lo conquista con un'orazione ironica e appassionata della piu' preziosa carta del Paese. E in particolare per l'articolo 21, quello sulla liberta' di espressione. Dopo tante polemiche sulla presenza in video di Zelensky al Festival, la guerra in Ucraina e il pugno duro dell'Iran sui manifestanti vengono evocati, seppur non menzionati direttamente, nell'intervento di Benigni. (AGI)Mad
 
 Sono lontani i tempi del "Wojtylaccio" e della "mano morta" a Pippo Baudo: i toni della serata sono istituzionali e istituzionale e' il Benigni di oggi che celebra il settantacinquesimo anniversario della Costituzione di fronte a Mattarella che ne e' "l'amato custode". Il sangue che scorre a Kiev e Teheran viene richiamato per contrasto. Il comico ricorda che l'Italia, secondo la Carta, "ripudia la guerra" e che, se tutte le altre nazioni avessero fatto altrettanto, "non avremmo un Paese che invade l'altro", come invece "accade anche vicino a noi". Poi via alla gara ma i momenti piu' intensi sono fuori dalla competizione. Con Chiara Ferragni, prima, che non dosa le parole e le parolacce e affonda su temi non originalissimi ma al centro del suo impegno nel volontariato con il cachet devoluto a un'associazione che protegge le donne vittime di violenze. Mette in scena un monologo femminista sotto forma di una lettera alla bambina che e' stata e che ancora vive in lei. "Da donna dovrai affrontare tante battaglie, lavorare il doppio di un uomo - e' un passaggio tra i piu' intensi -. Se nascondi il tuo corpo sei una suora, se lo mostri sei una troia". E invita a combattere il "sessismo" perche' "essere donne non e' un limite, gridatelo a tutte". Torna alle fasi della sua vita in cui ha sentito di "non essere abbastanza". "Quando ci penso, vorrei poterti abbracciare forte, vorrei dirti che sei abbastanza tutte quelle volte che non ti sei sentita abbastanza bella, intelligente e anche questo e' uno di quei momenti". (AGI)Mad
 
 Il discorso diventa motivazionale: "Le sfide piu' importanti sono sempre nella nostra testa, vivi con tutta te stessa, piangi, arrabbiati. Fanno parte del tuo percorso. Nessuno fa la fila per le montagne russe piatte, vivile tutte senza paura, solo rischiando si vince veramente contro l'insicurezza. Tutti abbiamo la scritta 'fragile' sulla nostra pelle". E chiude con una dichiarazione d'amore per i due figli "splendidi" e per Fedez: "Di lui non ti dico nulla per non perdere la meraviglia di scoprire l'amore vero". E poi, la furia, imprevista. Quella di Blanco che distrugge il palco rovesciando i vasi di fiori. Si giustifica con Amadeus: "Non sentivo la voce". Il pubblico non capisce e lo fischia, i social lo massacrano. L'immagine di culto della serata e' Gianni Morandi che saggiamente imbraccia una scopa e spazza il palco col sorriso sornione di chi ne ha viste tante e pure peggio. Siamo ai livelli di Bugo-Morgan, osserva Amadeus e a metterci una toppa comica accorre in collegamento Fiorello: "Ma che minchia fate?". (AGI)Mad

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