lunedì 13 luglio 2026
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Il presidente dello Zambia: Facciamo joint venture con l'Italia, sarà il business del futuro

Luca Marsi·
Il presidente dello Zambia: Facciamo joint venture con l'Italia, sarà il business del futuro

Rame, manganese, litio: risorse "essenziali per il business del futuro", da rendere disponibili attraverso joint venture con società locali, in modo che sia garantita la creazione di valore aggiunto sul posto. È la visione di Hakainde Hichilema, presidente dello Zambia, un Paese dell'Africa australe ricco di materie prime. "UN NUOVO MODELLO" - Di un nuovo modello di estrazione, e di cooperazione con l'Europa, il capo dello Stato ha parlato intervenendo a Roma a un forum ospitato da Confindustria. "Dobbiamo rendere queste risorse disponibili per il business del futuro, che sarà lontano dai combustibili fossili" ha detto Hichilema, toccando il tema della "green economy" e di una nuova mobilità legata alle batterie al litio e alle automobili elettriche. Il suo è stato un appello alle istituzioni e soprattutto alle imprese dell'Italia. "Venite con i capitali e con le tecnologie, creando joint venture con le nostre aziende" ha detto il presidente. "Oggi l'estrazione non può avvenire più come in passato: è indispensabile creare valore aggiunto a livello locale". INCONTRI CON MACRON, SCHOLZ E MATTARELLA - Hichilema ha dialogato con Massimo Dal Checco, presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo, associazione di imprese orientate ai mercati del continente. "Vogliamo tecnologie di prima scelta" ha sottolineato il capo di Stato. Nel suo discorso sono stati ripetuti i riferimenti al modello delle joint venture, consorzi su base paritaria tra aziende locali e internazionali. "Ne ho discusso oggi con il presidente italiano Sergio Mattarella, ieri con il cancelliere tedesco Olaf Scholz e prima con il capo di Stato francese Emmanuel Macron: parliamo di joint venture, il linguaggio è questo". Hichilema ha concluso: "Il continente del futuro è l'Africa e questo continente, ai suoi cittadini, grazie a nuove partnership, vuole offrire una vita migliore". TAJANI: PRONTI A CONTRIBUIRE AL CORRIDOIO DI LOBITO - L'Italia è pronta a contribuire con aziende e soluzioni tecnologiche a un nuovo corridoio infrastrutturale che collegherà i giacimenti minerari dello Zambia e della Repubblica democratica del Congo al porto angolano di Lobito, in riva all'Oceano Atlantico, e di qui al mercato globale: lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, con un messaggio letto oggi dall'ambasciatore a Lusaka Enrico De Agostini. L'occasione della comunicazione è stato lo Zambia-Italy Business Forum, una serie di incontri ospitati da Confindustria. A partecipare anche il capo di Stato del Paese africano, Hakainde Hichilema. Al suo fianco Massimo Dal Checco, presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo. LA VIA PER I MERCATI GLOBALI - Un memorandum d'intesa sulla realizzazione del corridoio di Lobito è stato sottoscritto il mese scorso da Banca africana di sviluppo con Stati Uniti, Unione Europea, Zambia, Repubblica democratica del Congo e Angola. La firma è stata apposta a margine del Global Gateway Forum, un appuntamento promosso dall'Ue che si è tenuto a Bruxelles. Secondo Tajani, "lo Zambia è un mercato di grande interesse per le aziende italiane". La prospettiva, ha evidenziato il ministro degli Esteri citando l'iniziativa Piano Mattei per l'Africa, è la creazione di joint venture tra pubblico e privato, in particolare nei comparti delle infrastrutture, dell'agricoltura e dell'estrattivo. Rispetto al corridoio di Lobito, Tajani ha sottolineato che "l'Italia è pronta a contribuire con le sue aziende e le soluzioni tecnologiche migliori nel quadro della strategia europea Global Gateway". Sia Congo che Zambia sono Paesi ricchi di materie prime, come rame, manganese e litio. L'Angola è invece un produttore di riferimento di petrolio. DAL CHECCO (CONFINDUSTRIA): LO ZAMBIA E' UN PAESE STRATEGICO - Far incontrare le aziende italiane con quelle dello Zambia, "un Paese strategico", sia come esportatore di grano che per la disponibilità di terre rare: questo, secondo Massimo Dal Checco, presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo, l'obiettivo di un "business forum" che si è tenuto a Roma nella sede dell'associazione italiana. A partecipare all'appuntamento c'era appunto anche il capo di Stato Hakainde Hichilema, anche ospite dell'omologo Sergio Mattarella. GRANO E TERRE RARE - "Lo Zambia è un Paese in posizione strategica" sottolinea Dal Checco in un'intervista con l'agenzia Dire. "Ha molte terre rare e sta cominciando a posizionarsi come fornitore di grano verso i Paesi confinanti in risposta alla crisi delle importazioni legate alla guerra nell'Est Europa". Durante il "business forum" si è parlato di agricoltura e minerali strategici ma anche di integrazione regionale. "La creazione di un'area continentale di libero scambio prevista dall'accordo firmato nel 2018 a Kigali è destinata a favorire gli scambi di merci e ad agevolare il commercio" evidenzia Dal Checco. "L'Africa non è tutta uguale, ha al suo interno diversi blocchi ma nel complesso, guardando alle proiezioni del Fondo monetario internazionale, si vede che insieme con l'Oriente la regione subsahariana è la zona del mondo che crescerà di più economicamente". Il presidente continua: "Nel 2024 alcuni Paesi potrebbero vedere un aumento del loro Prodotto interno lordo superiore al 7 per cento l'anno e questa, anche per l'Italia, è una grande opportunità". (Red/ Dire)

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