Il Dna antico racconta l'arrivo dell'agricoltura in Europa
Il Dna antico racconta la storia dell'agricoltura nell'Europa di migliaia di anni fa e quello che emerge è che l'uscita dall'Età della Pietra è stata più complessa di quanto si immaginasse. Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Communications Biology sotto la guida di Tiina Mattila, dell'Università svedese di Uppsala, basato sull'analisi dei dati genetici di 56 individui vissuti nell'Età della Pietra in Europa centrale e orientale. Il risultato mostra che l'adozione delle nuove tecnologie in arrivo dal Medio-oriente, come l'agricoltura, non è stata omogenea, tanto alcuni gruppi ne sono rimasti estranei. Circa 7.000 anni fa avveniva in Europa, in modo molto graduale, una profonda trasformazione sociale, dovuta principalmente all'arrivo di nuove popolazioni dal Medio-oriente, che portarono importanti innovazioni e, a cascata, nacquero tecniche per la lavorazione dei metalli, l'agricoltura e la scrittura. La dinamica di questa trasformazione è ancora ampiamente dibattuta e l'analisi del Dna antico ha permesso ora di ricostruire i rapporti sociali tra le popolazioni e di ricostruire in parte i legami sociali interni ai vari gruppi. Sono emersi così elementi inediti, come il fatto che in alcune popolazioni le sepolture in una stessa tomba non sempre erano per legami familiari. "Ciò dimostra che anche durante l'Età della pietra anche altri fattori sociali hanno svolto un ruolo nelle pratiche di sepoltura", ha detto Helena Malmstrom, dell'Università di Uppsala. Inoltre, sottolineano i ricercatori, mentre buona parte delle popolazioni adottavano nuovi stili di vita associati in particolare alla coltivazione, in alcune zone come il delta del fiume Dnipro , esistevano gruppi che per migliaia di anni hanno continuato a conservare le loro abitudini di cacciatori-raccoglitori. (ANSA). Y28-BG foto gerart
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