“Furti, degrado, risse e daspo inutili: così i commercianti vivono ogni giorno la città”, la denuncia

C’è chi a Trieste si sente ogni giorno più insicuro, chi chiede risposte concrete alle istituzioni locali, e chi – esasperato – decide di affidare il proprio sfogo ai giornali. È il caso di un commerciante triestino, che ha voluto inviare alla redazione un messaggio diretto e carico di amarezza, denunciando la situazione che – a suo dire – vivrebbero ogni giorno molti operatori del centro città.
“Piena di furti, risse e degrado”
Secondo quanto riferito, il cuore di Trieste sarebbe sempre più spesso teatro di furti nelle case e nei negozi, risse tra giovani, atti di inciviltà come persone che urinano o defecano in strada, e un clima di tensione crescente. L’autore della segnalazione, che ci ha chiesto di rimanere anonimo, sottolinea in particolare come siano numerosi i casi di persone già segnalate e conosciute che, nonostante le denunce, si ritrovano nuovamente in strada.
«La cronaca cittadina ogni giorno è piena di furti nelle case e nelle attività. Lo sappiamo tutti che la maggior parte di questi episodi è opera di persone che non hanno alcun legame con il nostro territorio. E anche quando vengono presi, vengono solo denunciati a piede libero. Nessuna vera conseguenza. Noi commercianti siamo stanchi, ci sentiamo abbandonati».
“I politici facciano un giro, ma senza scorta”
Nel suo messaggio, il triestino si dice deluso da tutte le forze politiche, in particolare da chi amministra la città e la Regione. «Si vantano dei turisti e dei convegni, ma forse dovrebbero farsi una bella passeggiata in centro. Non in piazza Unità, ma nelle vie dove lavoriamo noi. Vedrebbero le condizioni in cui siamo costretti a operare».
A preoccupare, in particolare, è anche la presenza ricorrente di soggetti segnalati come molesti o in evidente stato di alterazione. «In centro c’è una persona che urina regolarmente in pubblico, sempre lo stesso individuo, già noto, ma nulla cambia. In Barriera c’è chi defeca davanti a tutti, senza che nessuno intervenga. Tutto questo ci fa sentire impotenti e ci fa temere per la sicurezza nostra e dei clienti».
“I daspo non funzionano, servono misure serie”
Un passaggio molto critico è riservato alle misure di allontanamento urbano (i cosiddetti Daspo urbani) che, secondo l’autore, «sono stati una presa in giro». «Semplicemente – scrive – si passano i delinquenti da una città all’altra. Nessuna soluzione reale, nessun effetto deterrente».
La richiesta: “Servono fatti, non slogan”
Il messaggio si conclude con un appello accorato: «Trieste non merita questo. Lavoriamo onestamente, paghiamo le tasse, ma ci sentiamo dimenticati. I politici devono agire. Basta con le promesse, vogliamo fatti concreti. Per noi, per i cittadini e per l’immagine stessa della città».
foto sebastiano visintin
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