“Felicità per il turismo? Ma Trieste è al degrado totale”: lo sfogo di un cittadino sulla condizione urbana

Uno sfogo lungo, articolato e pieno di amarezza: è quello di un cittadino triestino che ha deciso di condividere con Trieste Cafe una riflessione sullo stato della città, in contrasto con gli annunci di entusiasmo da parte di alcuni rappresentanti politici locali sul tema del turismo.
Secondo quanto segnalato, la percezione positiva sulla crescita turistica non trova riscontro in molti quartieri e rioni della città, che sarebbero invece segnati da abbandono, incuria e assenza di controlli.
Università, Valdirivo, Lazzaretto vecchio: l’elenco delle criticità
Tra le zone citate nella segnalazione spiccano via dell’Università, dove una transenna sarebbe abbandonata sul marciapiede da oltre un anno, e aree come Macchiavelli, Valdirivo, Roma e Torrebianca, indicate come soggette a presenza costante di senzatetto, sporcizia e auto parcheggiate fuori norma.
Il cittadino lamenta la totale assenza di vigili urbani a piedi e la mancanza di sanzioni contro i parcheggiatori abusivi, in particolare lungo le Rive, ma anche nelle zone di piazza Libertà e Barriera. “Poveri commercianti”, aggiunge, riferendosi alle difficoltà che chi gestisce un’attività commerciale sarebbe costretto ad affrontare in certe zone.
“Solo via Cadorna viene igienizzata ogni giorno”
Nel messaggio viene anche sottolineata una disparità di trattamento tra le aree cittadine, con l’esempio di via Cadorna, che secondo quanto affermato sarebbe pulita e igienizzata quotidianamente, mentre molte altre zone verserebbero in condizioni di degrado costante. Non manca la segnalazione relativa a locali aperti fino a tarda notte, come un kebab citato senza nome, il cui spazio esterno sarebbe definito “uno schifo” dopo la chiusura.
“Che facciano una vacanza in una città turistica vera”
Lo sfogo si chiude con un appello ironico ma chiaro: “Sarebbe bello che i politici facessero una vacanza in una vera città turistica, forse capirebbero qualcosa”, con la speranza, espressa apertamente, che alle prossime elezioni “la città cambi”.
Si tratta di una voce tra le tante, ma che invita a riflettere sul divario tra percezioni istituzionali e quotidianità vissuta dai residenti, sollevando interrogativi sul decoro urbano, la gestione dello spazio pubblico e il controllo del territorio.
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