Il Pd non candiderà i sindaci di città con più di 20.00 abitanti, i consiglieri regionali e gli assessori (tranne quelli delle Regioni nell'ultimo anno di legislatura), i parlamentari uscenti che non sono in regola con il pagamento delle quote, e chi è stato deputato per più di 15 anni. Per questi ultimi una deroga è concessa "a coloro i quali ricoprono o abbiano ricoperto la carica di Segretario nazionale, di presidente del Consiglio dei ministri e di Ministro". Lo prevede il Regolamento elettorale che sta per essere votato dalla Direzione nazionale del Pd.
Il documento indica prima alcuni requisiti generali per essere candidati: occorre essere iscritti al Pd o che si dichiarino elettori del Pd "che abbiano i requisiti richiesti dalla legge e dal Codice Etico del PD"; che si impegnino a "svolgere la campagna elettorale con lealtà", e a "contribuire all'attività del PD secondo quanto stabilito dalla Tesoreria Nazionale del Partito". Nel Regolamento vengono indicate poi le incandidabilità: dell'art. 28, comma 3 dello Statuto che pone un limite di tre mandati, viene interpretato con l'esclusione di quanti "abbiano ricoperto la carica di Parlamentare nazionale per più di 15 anni consecutivi, salvo richiesta di deroga da parte degli interessati da sottoporre al voto della Direzione nazionale". La deroga viene invece concessa automaticamente "a coloro i quali ricoprono o abbiano ricoperto la carica di Segretario nazionale, di presidente del Consiglio dei ministri e di Ministro della Repubblica". Infine stop ai sindaci dei comuni superiori ai 20.000 abitanti e a consiglieri e assessori Regionali "fatta eccezione per le Regioni che si trovino nell'ultimo anno di legislatura e i casi nei quali la Direzione Nazionale conceda, su richiesta del Segretario nazionale, una deroga espressa". Per quanto riguarda la procedura di selezione delle candidature, Letta "promuove un confronto con i Segretari regionali e le Presidenti dei Gruppi Parlamentari". Le proposte giunte da territori e dalle due capigruppo "possono essere integrate dal Segretario nazionale con l'individuazione, nel rispetto dell'equilibrio di genere, del pluralismo e dello Statuto, del Codice etico e del presente Regolamento, di dirigenti politici di rilievo nazionale e personalità espressione di importanti realtà della società italiana e portatrici di competenze, ovvero indicate da altre forze politiche con le quali il PD abbia stretto accordi politico elettorali", come appunto Demos e Articolo 1, annunciati oggi da Letta. Alla fine dell'istruttoria "il Segretario nazionale, individuando le modalità più opportune per il rispetto effettivo delle disposizioni della legge elettorale che garantiscono l'equilibrio tra i generi, elabora le proposte di liste dei candidati e delle candidate, da sottoporre all'approvazione della Direzione nazionale" che lo deve approvare a maggioranza assoluta. E' prevista anche l'istituzione di una Commissione elettorale di garanzia di nove membri che non verranno candidati. (ANSA). IA