Covid, Schillaci: "Varianti Cina già presenti in Italia, evitare allarmismi"
I primi risultati di laboratorio del sequenziamento dei campioni raccolti a Malpensa "evidenzierebbero la circolazione di varianti e sottolignaggi gia' presenti sul nostro territorio". E' quanto annunciato dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel corso dell'informativa in Senato sui provvedimenti di controllo sanitario negli aeroporti per i passeggeri provenienti dalla Cina. Il problema della Cina, secondo Schillaci, va affrontato con tempestivita' e coesione internazionale. "Il timore principale e' che una cosi' forte crescita esponenziale dei contagi, oltre a causare numerose vittime - 5.000 al giorno secondi dati ufficiosi degli osservatori internazionali -, possa generare la selezione di una nuova variante, molto piu' immuno-evasiva e trasmissibile". Questi timori - ha precisato il ministro - vanno affrontati "razionalmente, rimanendo ancorate alle basi scientifiche, evitando interpretazioni affrettate e allarmistiche. Il salto evolutivo da monitorare con attenzione sarebbe quello oltre i confini di Omicron, ma al momento rimane un'ipotesi non supportata dai dati epidemiologici reali". Il quadro descritto "richiede un costante monitoraggio", ha sottolineato Schillaci, che ha annunciato la convocazione per domani dell'Unita' di crisi in qualita' di osservatorio del ministero in materia, "per rafforzare il monitoraggio sull'evoluzione epidemiologica derivante dai potenziali rischi" legati alla situazione creatasi in Cina.
Inoltre, il ministro ha comunicato di aver firmato oggi "l'ulteriore proroga fino al 30 aprile 2023 dell'obbligo dell'uso delle mascherine nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie, ivi compresi gli ambulatori e gli studi dei medici di medicina generale". Per quanto riguarda i passeggeri provenienti dalla Cina attraverso voli indiretti che hanno fatto scalo in Paesi dell'area Schengen, "e' necessario un raccordo in sede Ue per prendere una decisione comune che possa servire a limitare l'afflusso di persone positive dal paese asiatico". La situazione in Cina, secondo Schillaci, "appare un unicum quasi paradossale, un percorso inverso a quanto fatto in Europa e in Nord America. Ha applicato norme di restrizione e mitigazioni impressionanti e inaccettabili per una democrazia. In Cina l'argine della vaccinazione contro il Covid non ha funzionato. La strategia di contenimento e' stata basata quasi esclusivamente sulle misure di restrizione". La riduzione repentina delle misure di restrizione, causata dalla protesta popolare, "ha funzionato da innesco perfetto generando inevitabilmente un impressionante numero di nuovi casi. Le stime non ufficiali degli osservatori occidentali - ha riportato il ministro - arrivano a oltre 250 milioni di casi, circa un abitante su cinque, con una previsione a breve di oltre un milione e mezzo di decessi. Un percorso tutt'altro che virtuoso, gestito attraverso una politica sanitaria sbagliata. Una lezione per l'intero pianeta su come non vada mai gestita un'epidemia". (Nova) -(Rin)
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