Covid, direttore dell'Istituto farmacologico: "il virus c'è ancora, ma fa meno paura"
"Il virus c'è ancora, evolve, mette a rischio anziani e fragili, ma il livello di preoccupazione si è ridotto in modo importante". Così commenta la fine dell'emergenza Covid Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto farmacologico Mario Negri, intervistato dal Corriere della Sera. "Non dimentichiamo che solo nell'ultima settimana ci sono state altre 3.500 vittime nel mondo", mette in guardia l'esperto. Negli anni "abbiamo trascurato il Servizio Sanitario Nazionale - evidenzia Remuzzi - Non abbiamo sviluppato e incentivato la medicina di territorio. Ma ora sappiamo che la pandemia si combatte con un sistema di salute pubblica molto forte. Non dovremmo avere più scuse". La fine dell'emergenza, "è una grande vittoria della scienza - sostiene il direttore dell'Istituto Negri - Abbiamo ottenuto un vaccino in otto mesi, quando nessuno degli esperti pensava che fosse possibile". "Abbiamo imparato molto, capendo l'importanza di gesti semplici per la propria protezione individuale - aggiunge - Quindi sì, per me ne siamo usciti migliori". Remuzzi ha però da rimproverare qualcosa agli esperti. "Non siamo stati capaci di far capire al pubblico che la scienza non procede per certezze, ma per gradi di probabilità". "Forse perché c'era poca gente disposta ad accettare una verità del genere", riflette. E sul futuro dice: "altri Coronavirus arriveranno, questa è l'unica certezza". (ANSA). YS4-LEM foto Open Innovation lombardia
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