Clima: ghiacciaio Marmolada arretrato del 50% in 25 anni

(LaPresse) - In 25 anni il ghiacciaio della Marmolada si è ritirato del 50 per cento. E l'arretramento andrà avanti a ritmo accelerato. Lo evidenziano gli studi condotti dai geografi e dai glaciologi dell'Università di Padova che, in collaborazione con il Comitato glaciologico italiano e Arpav, da anni tengono sotto controllo lo stato di salute della Regina delle Dolomiti. "La superficie del ghiacciaio, l'anno scorso, era di 112 ettari e ogni anno arretra di 90 metri", osserva Mauro Varotto, responsabile delle misurazioni del ghiacciaio. "Questa estate i ghiacciai lungo tutto l'arco alpino sono in forte fusione a causa del combinato disposto di deboli nevicate negli ultimi due periodi invernali e delle alte temperature estive - spiega Mauro Valt, tecnico ricercatore Arpav -. Nella seconda decade di agosto si è registrata in area dolomitica la temperatura media più alta dal 1990, coincidente con una dozzina di giorni in cui le temperature hanno superato il novantesimo percentile: la serie più lunga degli ultimi 35 anni". Per Cristian Ferrari, presidente della Commissione glaciologica della Società alpinistica tridentina, "la recente accelerazione dei cambiamenti climatici costringe gli alpinisti e chi vive e lavora in montagna a modificare con altrettanta velocità l'approccio alle terre alte. Così i dati scientifici corrono il rischio di diventare 'vecchi' di anno in anno, abbattuti a suon di record di siccità alternata a piovosità e temperature alte. Un centro glaciologico in quota ha l'obiettivo di concentrare e diffondere agli utenti della montagna lo stato dell'arte degli studi più recenti nelle aree glaciali e periglaciali, così da condividere e sensibilizzare gli effetti dei cambiamenti climatici in quota". Venerdì sarà inaugurato il nuovo Centro glaciologico in quota 'Julius Payer' a 2.434 metri di altezza nell'anfiteatro che abbraccia i fronti dei ghiacciai della Lobbia e del Mandron, in alta val Genova. "Il Centro è nato grazie al lavoro del Comitato glaciologico della Società alpinistica tridentina per far conoscere i ghiacciai e gli ambienti di alta montagna e promuovere studi e ricerche nelle diverse discipline - precisa Ferrari -. Raccoglie oggi informazioni relative alla formazione e alla dinamica dei ghiacciai e conoscenze naturalistiche, ambientali, geologiche e sociali molto importanti". CRO NG01 lbo/fed
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