Carlo Pellegatti intervista: da Berlusconi a Maldini passando per la Champions League
Carlo Pellegatti, giornalista sportivo milanista, si racconta a cuore aperto ricordando la figura di Berlusconi e parlando del futuro dei rossoneri, fin dagli anni Cinquanta la più grande passione della sua vita.
Carlo Pellegatti, giornalista tifoso Milan, racconta, in un’intervista esclusiva, la sua vita da appassionato rossonero e professionista. Un percorso che parte con il ricordo di Berlusconi e il divorzio di Maldini e Massara fino al futuro prossimo che Carlo si augura sia sempre più europeo e sempre più vincente. Ricordiamo, comunque, che il Milan, il 9 agosto, si troverà a disputare, proprio a Trieste, la sua prima amichevole in Italia dopo il tour statunitense. Esattamente come due anni fa, sempre al Nereo Rocco, contro il Panathinaikos con la prima doppietta milanista di Giroud.
Berlusconi, Maldini e la Champions League
Qualche mese fa ci lasciava Berlusconi ma Pellegatti vuole ricordarlo con il sorriso e non con la tristezza che non ha mai accompagnato in vita il presidente. Silvio è stato, per il giornalista, un maestro prima ancora che un politico e un tifoso. Berlusconi gli ha insegnato come stare davanti alla telecamera, come fare le domande giuste, come mettere a proprio agio il suo intervistato e, nella vita privata, ha sempre considerato Carlo un valore aggiunto per il Milan con la sua passione e con la sua dedizione alla causa rossonera.
L’addio di Maldini e Massara, poi, inaspettato ha portato i giocatori a reagire in maniera accorata e ancor più la tifoseria, presa alla sprovvista. Nessuno si sarebbe immaginato l’allontanamento di Paolo Maldini dal Milan ma Pellegatti sostiene che un conto siano le persone e la storia, un conto sia la maglia e il cuore del tifoso che deve battere, sempre e comunque, per il Milan. Oltretutto, nonostante questa rivoluzione, i rossoneri si stanno muovendo bene sul mercato, portando un sacco di nomi nuovi in casa Milan.
L’obiettivo, infatti, non tanto velato è fare bene in Champions. Già l’anno scorso, comunque, nonostante la sconfitta nel derby semifinale, il MIlan si è ben comportato con un ottimo quarto di finale contro il Napoli, giocato alla grande e preparato con metodo da Pioli. Pellegatti sostiene, comunque, che ci siano tutte le possibilità di lavorare bene il prossimo anno e che se non ci fossero stati infortuni pesanti come quelli di Bennacer e Leao le cose sarebbero andate diversamente già in questa stagione.

Campionato italiano, Mourinho, appeal futuro
Il campionato italiano non è la Premier League ma 3 finaliste italiane nelle coppe europee non sono un caso. Sono frutto di un lavoro di rinnovamento del calcio nostrano che potrebbe avere molto più appeal in futuro, Pellegatti, però, sostiene che bisogna progettare, rifare gli stadi, lavorare come imprenditori. Questa potrebbe essere una soluzione interessante per una Serie A che, mai come quest’anno, è stata bella dall’inizio alla fine. Il Napoli campione, però, non è una novità, è una certezza degli ultimi anni, con buona pace di chi parla di “campionato falsato” come Mourinho.
Il tecnico portoghese imputa alla penalizzazione inflitta alla Juventus, da parte della Corte Federale, una classifica non reale che ha permesso al Milan la qualificazione in Champions. Pelegatti, però, sostiene che il Milan abbia vinto sul campo tutti gli scontri diretti e che, quindi, si sia più che qualificata partita dopo partita e non di certo per i problemi della Juve. In più, sostiene che lo Special One sia un uomo fortunato e che le sue squadre non abbiano gioco. Non per niente, tra i tecnici possibili futuri, fa il nome di De Zerbi, quello che gli è più affine come modulo e grinta.
Intervista migliore e quella peggiore
Berlusconi è stato colui che ha fatto, con Pellegatti, le interviste più belle. La sua sagacia, mista alla sua intelligenza, ha reso ogni frase pronunciata memorabile e il giornalista sostiene che il suo modo di essere fosse televisione allo stato puro. La più brutta intervista è, invece, sicuramente, quella a Carlo Ancelotti dopo Istanbul 2005. Quella sconfitta in finale di Champions contro il Liverpool ha bruciato troppo per non lasciare strascichi nel dopo partita. Ma, come in tutte le favole, il lieto fine è arrivato due anni dopo con la vittoria della Champions League ad Atene proprio contro lo stesso Liverpool. A tutto si può rimediare, quindi, senza perdere la speranza.
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