Capigruppo Pd Camera-Senato, Schlein insiste: Boccia-Braga: ipotesi "conta" con Debora Serracchiani
Elly Schlein sembra aver deciso, i capigruppo saranno Francesco Boccia al Senato e Chiara Braga alla Camera, ma la segretaria prima del voto vuole un incontro con i gruppi parlamentari, da tenere lunedì, per fare intanto il punto sulla situazione politica. Solo il giorno dopo, martedì, si dovrebbe poi votare per il rinnovo delle presidenze dei gruppi parlamentari. Le barricate della minoranza non sembrano avere effetto sulla leader Pd, l'ipotesi di una "conta" con Debora Serracchiani non spaventa, innanzitutto perché i suoi luogotenenti hanno lavorato a lungo in questi giorni in Parlamento e le hanno assicurato che non tutta l'area Bonaccini è pronta allo scontro. Il presidente Pd, spiegano dall'altro fronte, continuerà ad insistere per avere almeno un presidente di gruppo, ma secondo quanto raccontano la Schlein non intende cedere e la trattativa potrebbe al massimo riguardare qualche posto nella segreteria, compreso un vice-segretario. Certo, il clima non è sereno, quell'atmosfera da "gestione unitaria" che si respirava all'assemblea di dieci giorni fa sembra già svanita. Ma tra i fedelissimi della Schlein si punta innanzitutto sulle divisioni della minoranza. "Alcuni di loro non andranno contro la scelta della segretaria", dice un parlamentare di area-Schlein. In particolare si fanno i nomi dei parlamentari considerati di area Letta, come Anna Ascani, Marco Meloni, Matteo Mauri, ma non solo. Di fronte ad un indicazione precisa della Schlein - è il ragionamento - chi si metterà davvero di traverso? Qualcuno che vorrebbe farlo c'è, parecchi spingono per contrapporre la Serracchiani alla Braga. Nella minoranza l'insofferenza è molta, due parlamentari di area Bonaccini oggi si sfogavano in transatlantico: "Lui si è venduto i capigruppo per avere la presidenza", diceva uno. "Non è affatto vero - ribattono i fedelissimi del presidente Pd - lui chiede che la minoranza abbia un capogruppo". Fatto sta che l'ala più bellicosa - buona parte di Base riformista, per esempio - sarebbe anche pronta alla conta: "Si fece anche quando venne eletta la Serracchiani", viene ricordato. Ma, appunto, chi è vicino alla Schlein non ci crede molto. Ieri, addirittura, la segretaria aveva pensato per qualche ora ad un 'blitz', una riunione dei gruppi che si sarebbe dovuta tenere già oggi all'ora di pranzo. Idea che ha spiazzato persino alcuni dei suoi sostenitori, sia quelli che vengono da Articolo 1 che l'area di Giuseppe Provenzano e Andrea Orlando. Tutti hanno suggerito prudenza, "anche perché - viene fatto notare da un parlamentare - i gruppi hanno delle regole precise che disciplinano la convocazione dell'assemblea". Alla fine si è scelto di temporeggiare, di arrivare appunto a lunedì. Per una riunione che sarebbe il primo incontro ufficiale tra la neo-segretaria e i gruppi parlamentari. Un appuntamento sulla situazione politica, una riflessione sulla situazione e l'illustrazione delle linee guida della nuova segreteria. Solo il giorno dopo, appunto, si andrebbe al voto. Se così resteranno le cose, il problema si sposta tutto nell'area Bonaccini: come reagire di fronte alla determinazione della Schlein? Il presidente Pd cercherà fino all'ultimo di insistere sui capigruppo, "o almeno su un vicesegretario", ragiona uno dei suoi. E ci sarà da discutere anche sull'opportunità di andare davvero ad una conta, almeno alla Camera, considerando appunto che il fronte della minoranza potrebbe non essere così compatto. "Sulla Serracchiani abbiamo trenta voti", dice un parlamentare bonacciniano. Il gruppo Pd complessivamente conta 69 deputati. Ma, appunto, i fedelissimi della Schlein sono pronti a scommettere che sarebbero molti meno di 30 i "frondisti". Forse anche per questo alcuni suggeruscono un'altra ipotesi: evitare di contrapporre un'altra candidatura, ma limitarsi a chiedere comunque un voto anziché l'elezione per acclamazione. Un modo per mettere agli atti che la candidata della segretaria passa con un certo numero di voti contrari. Anche di questo dovrà discutere Bonaccini con i suoi sostenitori. (askanews) - Adm
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