"Basta con i bollettini di aggiornamento pandemici quotidiani"
Pubblichiamo da dott Fulvio ZORZUT Medico Epidemiologo Specialista in Igiene e Medicina Preventiva Ordine dei Medici di Trieste n 2415
I bollettini sulla diffusione dei dati sul monitoraggio delle epidemie negli ultimi 50 anni è avvenuta sempre su base settimanale o addirittura mensile.
Basta visitare il portale InfluNet - dove il Ministero comunica l'andamento dei contagi influenzali - per rendersene conto.
Così dovrebbe accadere, in questo periodo particolare della pandemia con il Covid 19, si eviterebbero evidenti variabilità quotidiane o sistemiche, come quelle collegate alle ad esempio alle giornate festive, che sono caratterizzate da un minor numero di tamponi effettuati e processati.
I positivi quotidiani non sono più un indicatore significativo per valutare l'evolversi della pandemia ma bisogna valutare i ricoveri in terapia intensiva e nei reparti ospedalieri ordinari che sebbene in lieve costante aumento, non hanno subito pari incremento e che ci permettono ancora di evitare la zona arancione.
La stabilità dei dati ne guadagnerebbe e ci sarebbe una maggiore attendibilità senza ricorrere alla “prosa” ( balzo dei ricoveri, terapie intensive piene, anzi no, i decessi sono in aumento rispetto a ieri, preoccupazione in crescita ecc)
Il susseguirsi quotidiano, tramite i media, di dati e numeri scollegati da un quadro complessivo, non servono ad altro che a mantenere uno stato di allerta permanente che a gioco lungo sta determinando una assuefazione nell'opinione pubblica, associata ad una preoccupazione, che, unita ai problemi economici e lavorativi diffusi, porta a gioco lungo a sottovalutare i problemi legati alla pandemia.
L'aggiornamento nazionale quindi potrebbe essere settimanale, come già accade per l'Rt , con una valutazione più ponderata e meno emotiva.
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