Platani nei cassoni in Piazza Sant'Antonio, Triestebella: «Inutili contro il caldo, serve terra piena»

Triestebella APS è dispiaciuta di dover criticare a posteriori l'operazione dei platani in cassoni. Si comprende (parzialmente) la buona fede dell'idea e si spera che la messa in pratica abbia sorpreso e deluso anche i responsabili comunali, in quanto l'esecuzione contrasta totalmente con i bisogni primari delle persone, traducendosi in arredo urbano di nessuna utilità, che non offre alcun reale ristoro né ombra contro la morsa del caldo. L'unica soluzione scientificamente ed ecologicamente valida contro le "Isole di Calore" è depavimentare, deimpermeabilizzare e piantare alberi in terra piena, cosa che purtroppo non si sta facendo nella rinnovata Piazza Sant'Antonio. Triestebella è pronta ad appoggiare il Comune in una forte azione presso la Soprintendenza che sembra essere contraria alla messa a dimora di alberi in prossimità di palazzi storici monumentali. Tutti dobbiamo renderci conto che il clima sta cambiando con rapidità mai osservata prima nella storia. Fu un grave errore della Soprintendenza vietare gli alberi nel restyling di Piazza Ponterosso, dove avrebbero potuto perimetrare e valorizzare lo spazio secondo lo schema proposto dall'architetto Barocchi.
La tutela della salute pubblica e della vivibilità deve prevalere sulla burocrazia estetica. L'amico assessore Michele Babuder sostiene di aver fatto molto per la mitigazione del caldo "al Ferdinandeo e viale D'Annunzio", ma è nel centro città che si riscontrano le Isole di Calore e bisogna intervenire con urgenza, non solo nelle aree periferiche e semicentrali. Una volta in più si deve stigmatizzare la mancata informazione e il mancato controllo del Comune sulla realizzazione del progetto, ma soprattutto la carenza di informazione sulla manutenzione prevista : le piante andranno bagnate con regolarità, la cittadinanza ha diritto di sapere se ciò sia previsto e a quale prezzo, dopo che da più di un paio di decenni nessuno ha mai dato una goccia d'acqua ai cassoni coi rampicanti in Piazza Vittorio Veneto, davanti alla Posta Centrale. La progettazione attuale accentua il rischio, il foro di alloggiamento del tronco è così stretto che, se da un lato eviterà che il vaso diventi ricettacolo per immondizia varia, non farà passare neanche la rara pioggia estiva. Queste piante dipenderanno totalmente dall'irrigazione artificiale anche d'inverno e se questo deve essere arredo urbano, lo sarà nel modo più costoso da manutenere. Anche una campagna per il coinvolgimento dei commercianti nella bagnatura, compensata con l'apposizione di cartellini pubblicitari, potrebbe aiutare.
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