giovedì 27 agosto 2026
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Segnalazioni

Almerigo Grilz, orgoglio triestino dimenticato: «I suoi testi siano studiati a scuola come i grandi del '900»

Luca Marsi·
Almerigo Grilz, orgoglio triestino dimenticato: «I suoi testi siano studiati a scuola come i grandi del '900»

Un appello accorato, tanto semplice quanto potente, arriva da un lettore triestino profondamente legato alla figura di Almerigo Grilz, giornalista e reporter di guerra scomparso prematuramente, ma ancora oggi punto di riferimento per una parte importante della cittadinanza. Un uomo che, secondo il lettore, meriterebbe un posto d’onore nei programmi scolastici italiani, a fianco dei grandi autori del Novecento.

«I testi di Grilz – afferma il sostenitore – andrebbero studiati fin dalle scuole medie e poi approfonditi nei licei e negli istituti superiori. È impensabile che un autore del suo calibro, un testimone diretto della storia recente e un simbolo della Trieste più coraggiosa e vera, non sia ancora stato inserito tra i testi d’esame della maturità».

Un’osservazione che risuona con forza, specie in una città come Trieste, che da sempre si nutre di confine, memoria e identità. Secondo il segnalante, Grilz ha saputo raccontare il mondo con uno sguardo lucido, libero e tagliente, in grado di parlare non solo al presente, ma soprattutto al futuro.

Un patrimonio culturale da rivalutare

Secondo quanto scritto nella segnalazione, il nome di Grilz dovrebbe campeggiare tra quelli di Montale, Pasolini, Moravia o Calvino, autori che hanno saputo offrire uno specchio critico della propria epoca. «I suoi reportage, i suoi scritti, i suoi interventi giornalistici – prosegue il lettore – rappresentano una testimonianza autentica del nostro tempo. Grilz non ha raccontato il mondo da una scrivania, ma vi si è immerso con la carne e con l’anima».

Una ferita culturale ancora aperta

Ciò che lascia sgomento, secondo l’autore della segnalazione, è il silenzio istituzionale e culturale che da troppi anni avvolge l’eredità di Grilz. «È vergognoso – afferma con forza – che nessun ministro dell’Istruzione abbia mai pensato di proporre i suoi testi tra quelli consigliati o obbligatori. E che nessuna antologia scolastica, fino ad oggi, abbia riservato spazio ad un autore del genere».

Una denuncia che, proprio perché mossa da un cittadino comune, appare ancora più vibrante. Non una polemica sterile, ma un grido d’amore per una città, una memoria e un patrimonio letterario e giornalistico che non possono più essere ignorati.

Grilz, un simbolo che parla ancora

A distanza di anni, la figura di Almerigo Grilz continua a dividere, ma soprattutto a far riflettere. E proprio in questo sta, forse, la sua forza più grande: non essere mai stato neutro, ma sempre profondamente umano. «Non tutti devono essere d’accordo con il suo pensiero – conclude il lettore – ma è doveroso riconoscere la grandezza e l’impatto culturale della sua opera. E finché resterà fuori dai percorsi scolastici, sarà la scuola stessa a perdere qualcosa».

Una riflessione potente, che pone al centro non solo un autore, ma l’idea stessa di cultura pubblica e del suo legame con le radici di una città come Trieste.

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