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Segnalazioni

Con il progetto “Abaco” il Burlo abbatte le barriere per le persone con disabilità uditiva

Luca Marsi ·
Sono stati presentati presso il Liceo classico e linguistico “Francesco Petrarca” di Trieste, i risultati del “Progetto A. BA.CO - abbattimento delle barriere comunicative tecnologia e servizi innovativi per l’inclusione, l’istruzione e l’accessibilità per le persone con ipoacusia o sordità”.
 
Il Progetto della Regione Friuli Venezia Giulia è nato su proposta e idea dell’Audiologia del Burlo Garofolo, guidata dalla dottoressa Eva Orzan, e dell’Ens (Ente Nazionale Sordi) del Friuli Venezia Giulia ed è stato finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità. Il progetto ha visto, infine, la collaborazione dell’Università degli Studi di Perugia, l’Azienda ospedaliera di Perugia e la Fiadda onlus Umbria (Famiglie italiane associate per la difesa dei diritti degli audiolesi). Alla base di “Abaco” c’è la convinzione che occorra non solo assicurare servizi pubblici accessibili, ma che sia essenziale favorire l’autonomia comunicativa della persona con ipoacusia o sordità, mettendo in atto azioni e adattamenti tecnologici che assicurino, fin dall’età scolastica, un completo accesso alla comunicazione e l’informazione linguistica.
 
«L'autonomia e la partecipazione delle persone con disabilità uditiva – ha chiarito la dottoressa Eva Orzan, ideatrice e responsabile scientifica del progetto - si può infatti oggi ottenere, in base ai bisogni e nel rispetto delle scelte individuali, agendo su diversi fronti quali: le opportunità di correzione del deficit uditivo il più precocemente possibile con una moderna tecnologia protesica;  la riabilitazione uditiva, comunicativa e linguistica commisurata ai punti di forza, i bisogni e le preferenze della persona; le soluzioni tecnologiche, educative e didattiche che aiutino ad avere il completo accesso ai contenuti e alla forma della lingua utilizzata a scuola, al lavoro e nella vita di tutti i giorni; i servizi di supporto, informazione e formazione che sostengano e accrescano  una cultura inclusiva fin dall’età scolastica».
 
Lo studio preliminare del progetto Abaco affidato al Burlo Garofolo è stato effettuato inizialmente sulla popolazione studentesca dell’Università degli Studi di Perugia e in seguito su alcune scuole secondarie del Friuli-Venezia Giulia, tramite la somministrazione di questionari sui problemi legati all’ascolto in aula e le difficoltà uditive percepite. Come ha spiegato la professoressa Giovanna Berizzi, ricercatrice del progetto Abaco, i questionari sono stati somministrati ai docenti e agli studenti del Liceo Classico e Linguistico “Francesco Petrarca” di Trieste, del Liceo Classico, Scientifico e delle Scienze Umane “Leopardi- Majorana” di Pordenone, dell’Isis “Magrini-Marchetti” di Gemona del Friuli (Ud) e dell’Isis “Michelangelo Buonarroti” di Monfalcone (Go). «La partecipazione nelle scuole individuate in Friuli Venezia Giulia – ha affermato la professoressa – è stata molto buona. Hanno risposto al questionario 1141 studenti e 154 insegnanti. I dati analizzati, oltre a fornire una panoramica sui caratteri generali della popolazione studiata, con l’obiettivo di comprendere la diffusione e l’entità delle difficoltà uditive, forniscono importanti risposte al fine di comprendere quali siano le problematiche acustiche riferite da docenti e studenti. Insegnanti e studenti hanno poi fornito suggerimenti sulle migliorie che si potrebbero apportare per perfezionare la situazione acustica nelle aule favorendo così l’apprendimento di tutti gli studenti, compresi (ma non limitati a) quelli con difficoltà uditive».
 
È intervenuto, quindi,  il professor Gilberto Canteri del Liceo “Petrarca” di Trieste che si è soffermato sulle strategie da adottare per migliorare la didattica in presenza di studenti con difficoltà uditive e ha presentato l’imminente pubblicazione del libro e dell’associato corso on line preparato nell’ambito del progetto Abaco, per aiutare a comprendere il significato di una diagnosi di ipoacusia e per aiutare a scegliere e utilizzare i supporti protesici, comunicativi, riabilitativi e didattici più adatti ad ogni situazione.
 
A margine dell’incontro, la dirigente del “Francesco Petrarca” di Trieste, Cesira Militello ha ricordato che il liceo triestino, che ha una sezione Ospedaliera, ha collaborato al progetto Abaco coinvolgendo il gruppo di docenti che si occupa di benessere a scuola e in particolare il professor Gilberto Canteri.  Un alto numero di docenti e studenti ha partecipato alla rilevazione, dimostrando attenzione e sensibilità al tema proposto. «Si è trattato di un'occasione per rendere esplicite le difficoltà comunicative che possono esserci all'interno di un'aula – ha spiegato la dirigente - dal momento che il comfort dell'ambiente di apprendimento e quindi l'apprendimento stesso dipendono anche dalla possibilità di seguire le lezioni senza rumori interni o esterni o interferenze uditive di qualsiasi genere».
 
Il liceo Petrarca si è reso disponibile per la prima sperimentazione di uno strumento innovativo, sviluppato nel contesto del progetto Abaco, che dovrebbe favorire la partecipazione e l'ascolto a lezioni o conferenze di studenti e utenti con difficoltà uditive. 
 
A prospettare più nel dettaglio il futuro del progetto Abaco, è stata la dottoressa Eva Orzan che, dopo avere ribadito che «Il progetto ha complessivamente affrontato e prodotto importanti risultati tangibili in tutti gli ambiti sopradescritti, ha creato efficaci reti interdisciplinari e ha posto le fondamenta per le ulteriori progettualità basate sui bisogni degli studenti e delle persone con disabilità uditive» ha aggiunto che «nei primi mesi del 2023  presso il Liceo “Petrarca” di Trieste e l’Università di Perugia, è prevista la sperimentazione sul campo di un sistema di sottotitolazione, ascolto e aumentazione comunicativa basato sull’intelligenza artificiale che potenzia l’accesso alla comunicazione uditiva e visiva. Il sistema è stato progettato per essere funzionale alle esigenze di un vasto numero di utenti e non solo in ambito scolastico, perché potenzialmente utilizzabile e adattabile in futuro anche ad altri servizi di pubblica utilità, come ad esempio uffici pubblici, tribunali, teatri».
 
Notevole soddisfazione per la riuscita del progetto e per i risultati emersi è stata espressa dal direttore generale dell’Irccs “Burlo Garofolo”, Stefano Dorbolò, secondo il quale: «Il progetto Abaco sottolinea una volta di più l’importanza della collaborazione fra aziende sanitarie, università, scuole, enti e amministrazioni per il raggiungimento di obiettivi comuni volti a migliorare in molti ambiti il benessere e le condizioni di vita dei nostri concittadini, in particolare dei più giovani. Va certamente rimarcato il valore di questo progetto finalizzato a mettere gli studenti con difficoltà uditive nelle stesse condizioni degli altri, tenuto conto della fondamentale centralità dell’apprendimento per i giovani che consentirà loro di raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati e di realizzare i loro progetti di vita».

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