mercoledì 26 agosto 2026
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Segnalazioni

A Milano rimosso cancro ovarico di 42 kg considerato inoperabile

Luca Marsi·
 Intervento record al Policlinico di Milano, dove a una cinquantenne residente fuori Lombardia è stato rimosso un tumore all'ovaio di 42 chili considerato inoperabile, con successiva ricostruzione della parete addominale 'sformata' dalla massa cancerosa. "Rachele è stata dimessa in buone condizioni di salute, compatibilmente con la sua patologia", riferiscono dall'ospedale. E' tornata a pesare come prima e si dice "contentissima e molto grata. Mi è stata data una possibilità per continuare a vivere accanto a mia figlia e per vederla crescere", afferma. A inizio 2022 Rachele aveva 49 anni e faceva la segretaria in una grande azienda fuori Lombardia, raccontano dall'Irccs milanese. Con una figlia adolescente e un lavoro impegnativo, quando ha iniziato a prendere peso non ci ha fatto particolarmente caso. La situazione però è precipitata in fretta: in meno di un anno è passata dal suo peso abituale, 78 kg, a oltre 120. Una visita ginecologica chiarisce la natura di questi 42 kg di troppo: un tumore dell'ovaio cresciuto a dismisura, ritenuto da subito inoperabile da due diverse strutture. Rachele non si perde d'animo e si rivolge alla Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano, dove confermano la diagnosi dandole comunque una speranza: l'intervento è molto complesso, ma si può tentare. Quattro ore in sala operatoria, qualche giorno di ricovero e poi una vita nuova: "Rachele è già tornata alla sua città d'origine dove potrà proseguire i controlli per la sua patologia, senza quella massa da 42 kg che aveva compromesso grandemente la sua qualità di vita", sottolineano i sanitari. L'intervento è stato eseguito da Fabio Amicarelli, Paola Colombo e Massimiliano Brambilla, chirurghi della Struttura complessa di Ginecologia diretta da Paolo Vercellini, con il supporto di Giuseppe Sofi, responsabile dell'Anestesia e Terapia Intensiva Donna-Bambino. "E' stato necessario asportare l'ovaio destro, che a causa del tumore era cresciuto in modo incontrollato - riferiscono gli specialisti - ma anche ricostruire la parete addominale che si era dovuta adattare a una massa così voluminosa. Il tumore, insieme ai suoi annessi, pesava circa 42 kg, un'evenienza davvero rara. La paziente ha affrontato molto bene l'intervento". Spiega Rachele che "quando ho iniziato a prendere peso non ci ho fatto molto caso, perché non ho mai avuto dolori, finché non ho iniziato a respirare e a camminare con molta fatica. Quando mi sono svegliata dopo l'operazione non ci potevo credere, ero contentissima e molto grata". 
 
Sono circa 30mila le donne italiane in cura per un tumore alle ovaie, due piccoli organi importanti - ricorda una nota del Policlinico di Milano - non solo per la riproduzione, ma anche perché secernono ormoni fondamentali (gli estrogeni e il progesterone). Quello alle ovaie è un tipo di tumore insidioso, perché negli stadi iniziali non presenta particolari sintomi o 'campanelli d'allarme' e anche nelle fasi più avanzate questi spesso non sono specifici. Inoltre, al momento non esistono test di screening: spesso quindi la diagnosi avviene quando la malattia è in fase già avanzata e le possibilità di cura sono minori. Il CANCRO all'ovaio conta 5mila nuovi casi ogni anno in Italia, rappresenta circa il 30% di tutti i tumori maligni dell'apparato genitale femminile e occupa il decimo posto tra tutti i tumori nelle donne. Molto spesso è asintomatico e la diagnosi è generalmente occasionale. Alcuni fattori abbassano il rischio di contrarlo: l'uso di contraccettivi orali, le gravidanze e l'allattamento al seno, la rimozione chirurgica di tube e ovaie. Altri invece aumentano il rischio, come l'avere un indice di massa corporea elevato, la menopausa tardiva e l'impiego di una terapia ormonale sostitutiva in post-menopausa. (Red-Opa/Adnkronos Salute)

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