Spopolamento piccoli centri, necessità di sostenere chi li preferisce alle grandi città

Alla 9^ Conferenza internazionale dei borghi più belli del Mediterraneo, promossa dall'associazione 'I borghi più belli d'Italia' e svoltasi a Cisternino (BR), si è affrontato il tema dello spopolamento dei piccoli centri e l'inevitabile quesito se questo sia o meno un fenomeno irreversibile". Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino, di Alleanza Verdi e Sinistra, che è componente del comitato tecnicoscientifico nazionale dell'associazione "I borghi
più belli d'Italia". "Le cause dell'emigrazione sono diverse e sono spesso legate alla mancanza di strutture, servizi, alla denatalità. Invertire questo fenomeno - commenta Pellegrino - diventa imprescindibile per evitare fra l'altro un sovraffollamento delle città, creando ulteriori problemi sociali. In regione ho sostenuto quelle scelte politiche che sono state promosse dalla Maggioranza, in
controtendenza alle politiche nazionali, che ha deciso di contrastare il fenomeno dello spopolamento che rischia di fare collassare il welfare sociale ed economico dell'intero territorio nazionale come quella del sostegno alle ristrutturazioni e all'efficientamento energetico delle abitazioni, dando maggior valore a chi possiede edifici in comuni con uno spopolamento superiore al 10% oppure la promozione degli esercizi di vicinato e del turismo lento". "Va ribadito che è necessario sostenere chi vive nei Comuni interni affinché non li abbandonino. Sono convinta che cancellare i servizi in questi territori sia un errore strategico molto grave, perché depotenzia i piccoli borghi. Sono altresì convinta - rimarca la consigliera di Avs - che la rivalutazione dei borghi non debba essere perseguito solo con il turismo, ma c'è la necessità di ricreare quelle condizioni socio-culturale che ricreano quell'attrattività necessaria che passa attraverso il senso di appartenenza alla comunità, all'ambiente, alla cultura, all'attrattività, all'economia, valorizzando, in altre parole, l'economia della bellezza o, come ha affermato Antonio Luna, componente del comitato tecnico-scientifico, 'progettare il passato per conservare il futuro' investendo sulla sua collettività". "La qualità della vita - continua l'esponente rosso-verde - passa necessariamente attraverso l'accessibilità, il lavoro, i servizi, ma le azioni fatte solo a livello locale hanno poco effetto sul ripopolamento e la vivibilità dei piccoli borghi. Tornanza e restanza devono divenire dei neologismi e sillogismi
imprescindibili in un lessico che passa attraverso un'economia attrattiva, che lega a nodo doppio il territorio e la sua comunità, rallentando per poi arrestare una emorragia mortale, replicando le buone prassi in una rigenerazione urbana e sociale". Conclude Pellegrino: "C'è bisogno di scelte coraggiose sulle politiche del territorio, potenziando il commercio di prossimità e un'accoglienza verso il turismo lento e la cura del territorio".
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