“Situazione gravissima”: Rosolen e Bini intervengono sul nuovo ritardo degli stipendi Startech
Cresce la preoccupazione attorno alla situazione dei lavoratori Startech dopo il nuovo rinvio nel pagamento degli stipendi di aprile comunicato dall’azienda ai dipendenti.
A intervenire ufficialmente sulla vicenda sono stati gli assessori regionali Alessia Rosolen e Sergio Emidio Bini, che in una nota hanno definito “gravissima” la situazione che coinvolge oltre 320 lavoratori del sito giuliano ancora in attesa delle retribuzioni.
«Apprendiamo con preoccupazione la notizia del gravissimo ulteriore rinvio del pagamento degli stipendi di aprile agli oltre 320 lavoratori di Startech» hanno dichiarato i due assessori.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, la nuova data indicata per il pagamento sarebbe fissata all’11 maggio.
La Regione: “Serve rispettare la nuova scadenza”
Nel loro intervento, Rosolen e Bini hanno espresso l’auspicio che almeno il nuovo termine venga rispettato.
«Ci auguriamo che la nuova scadenza indicata dall’azienda per il pagamento delle retribuzioni venga mantenuta» hanno sottolineato gli esponenti della Giunta regionale.
La vicenda continua infatti a generare forte tensione tra i lavoratori e le famiglie coinvolte, in una fase già delicata sul piano occupazionale e industriale.
Attesa per il tavolo al Ministero
Grande attenzione è ora rivolta al prossimo incontro convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, previsto per il 14 maggio.
Secondo la Regione, quel tavolo dovrà rappresentare un momento decisivo per chiarire il futuro dello stabilimento triestino e le prospettive occupazionali.
Rosolen e Bini chiedono infatti che l’azienda presenti garanzie concrete sulla sostenibilità del piano industriale e sulla tutela dei posti di lavoro.
«Auspichiamo che Startech sia in grado di fornire garanzie concrete sulla sostenibilità del piano industriale e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali del sito giuliano» hanno concluso gli assessori.
Clima di forte incertezza
La situazione continua dunque a essere seguita con estrema attenzione sia dalle istituzioni sia dai lavoratori, mentre cresce il timore per le possibili ricadute occupazionali.
Il nuovo rinvio degli stipendi alimenta infatti un clima di forte incertezza attorno al futuro dell’azienda e alla tenuta produttiva del sito triestino.
Le prossime giornate, tra la scadenza dell’11 maggio e il tavolo ministeriale del 14 maggio, potrebbero risultare decisive per comprendere gli sviluppi della vertenza.
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