Scuola, Bullian (PAT-CIV): programmare considerando calo demografico

"Leggo con stupore la contrapposizione creatasi fra amministrazione regionale e Ufficio scolastico regionale: pur ben conoscendo le difficoltà di interlocuzione con quest'ultimo soggetto statale anche per ricevere semplici dati attraverso richieste di accesso, credo sia alquanto necessario, nell'interesse delle istituzioni, superare la conflittualità e arrivare a un tavolo regionale per una programmazione efficace dell'edilizia scolastica, del dimensionamento e dei relativi servizi in linea con il calo demografico generale, ma considerando le peculiarità in controtendenza di Comuni come Monfalcone". Lo afferma in una nota Enrico Bullian, consigliere regionale indipendente del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg.
"È evidente che il problema non possa più essere rinviato e che molti interventi di edilizia scolastica già finanziati dallo Stato e dalla Regione - rimarca Bullian - siano opinabili e poco coerenti con i bisogni reali dei territori, mancando una dettagliata programmazione complessiva. Tuttavia, non basta prendere atto delle difficoltà: serve affrontarle con decisione, superando una gestione frammentata e costruendo finalmente una regia unica sul sistema scolastico regionale. Ad oggi questo coordinamento manca e le conseguenze si riflettono nella programmazione, dall'edilizia scolastica all'erogazione dei servizi".
"Come ricordato dall'assessore regionale, la scuola non è separata dalla comunità in cui è inserita. Proprio per questo - aggiunge il consigliere - il calo demografico impone, se vogliamo essere seri, una non rinviabile razionalizzazione della rete scolastica che dovrebbe introdurre già l'idea di riconvertire alcuni plessi in altre strutture pubbliche di cui c'è invece maggiore necessità".
Inoltre, prosegue Bullian, "considerato il calo demografico e la necessità di ragionare in prospettiva anche sugli organici, sarebbe necessario spingere su una revisione dei parametri per la formazione delle classi, specialmente sulla base di criteri legati al contesto sociale e territoriale (ad esempio non italofoni, territori di montagna, piccole comunità). Per questo ritengo che l'analisi dei fabbisogni vada realizzata sulla base di una puntuale conoscenza dei territori di riferimento. Penso, ad esempio, a Monfalcone, Comune caratterizzato da un forte impatto migratorio, dove si registra in controtendenza una crescita della popolazione. Qui è necessario un rafforzamento dell'offerta educativa, dall'infanzia all'insegnamento per gli adulti, magari riducendo il numero di alunni per classe visto l'alto numero di studenti con background migratorio, per poter affrontare al meglio le sfide in un'ottica di integrazione. Per questo è necessario un cambio di passo".
"La Regione - conclude - deve dotarsi di una visione complessiva e coerente sul sistema scolastico, capace di rispondere davvero alle esigenze dei territori".
ACON/COM/rcm
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