Salute, Riccardi: formazione cruciale per nuovo modello sociosanitario

"La formazione è un passaggio decisivo per accompagnare la transizione verso un nuovo modello organizzativo della salute, capace di rispondere con competenze nuove ed efficienza a bisogni sociosanitari che negli ultimi anni sono cresciuti molto più rapidamente rispetto alla capacità del sistema di adattarsi. Oggi le cronicità, le fragilità e i bisogni sociali richiedono un cambio culturale e organizzativo profondo: non basta più una risposta esclusivamente sanitaria e ospedalocentrica, serve un sistema integrato che sappia prendersi cura delle persone nei territori e nelle comunità".
Lo ha affermato oggi l'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, intervenendo a Udine al convegno "La salute come bene comune. Gli strumenti dell'amministrazione condivisa per promuovere un welfare di comunità", appuntamento inaugurale del programma formativo triennale promosso dalla Direzione centrale Salute della Regione Fvg insieme a ComPA, Fondazione e scuola di formazione del Comparto unico regionale.
Il percorso formativo è dedicato ai temi dell'amministrazione condivisa, della coprogettazione tra pubblico e privato sociale e dell'integrazione sociosanitaria. L'iniziativa coinvolge amministratori locali, Aziende sanitarie, servizi sociali dei Comuni, operatori del Terzo settore e personale sociosanitario con l'obiettivo di accompagnare la trasformazione dei modelli di assistenza e welfare.
Il programma prevede un percorso dedicato alla governance, rivolto ad amministratori e responsabili dei servizi sui nuovi modelli organizzativi; un percorso trasversale per operatori pubblici e del Terzo settore finalizzato a costruire competenze comuni sui processi collaborativi e di coprogettazione; percorsi specialistici destinati alla formazione di figure tecnico-operative sulle normative, la progettazione e la gestione economica, oltre alla preparazione di facilitatori dei processi partecipativi.
Particolare attenzione sarà dedicata ai temi della sanità di prossimità, dell'integrazione tra ospedali e Case di comunità, dell'infermieristica di comunità e della costruzione di reti territoriali tra istituzioni, Aziende sanitarie, volontariato sociale e cittadini. Tra gli obiettivi vi è anche quello di sviluppare modelli organizzativi capaci di orientare la gestione delle cronicità e delle fragilità verso i servizi territoriali, contribuendo a ridurre il sovraffollamento dei Pronto soccorso. Nel 2027 e nel 2028 il programma entrerà inoltre in una fase operativa con l'attivazione di "cantieri" territoriali e laboratori, anche all'interno delle Case di comunità, per sperimentare concretamente percorsi di coprogettazione e modelli di welfare generativo.
"Non tutto è pubblico e non tutto è mercato - ha sottolineato Riccardi -. Tra questi due ambiti esiste il principio della sussidiarietà, che valorizza il ruolo dell'amministrazione condivisa, della coprogettazione e del Terzo settore. Dentro questo quadro si colloca la ridefinizione del rapporto tra pubblico e privato sociale, necessaria per costruire risposte più efficaci ai nuovi bisogni di salute delle persone".
L'assessore ha quindi evidenziato come "per troppo tempo il sistema abbia concentrato la propria risposta prevalentemente sulla prestazione sanitaria e sull'acuzie, mentre nel frattempo cresceva in modo esponenziale il bisogno sociosanitario legato alla cronicità e alle fragilità. Oggi serve una trasformazione culturale che coinvolga tutte le figure del sistema, valorizzando anche il contributo del volontariato e del Terzo settore, che rappresentano una forza fondamentale purché organizzata all'interno di competenze e ruoli ben definiti".
ARC/LIS/gg
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