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Salute, Riccardi: al Cro progetto che può diventare internazionale

Luca Marsi·
Salute, Riccardi: al Cro progetto che può diventare internazionale

"È un progetto di ricerca importante che nasce dalla volontà della Regione, a partire dal presidente Massimiliano Fedriga, ed è frutto delle scelte compiute in questi anni anche sul fronte dell'oncologia. Parliamo di uno studio sul mesotelioma pleurico, un tumore per il quale ancora oggi non esiste una cura e che purtroppo è particolarmente diffuso anche nella nostra terra. Per questo abbiamo deciso di investire con convinzione in un percorso che punta sulla diagnosi precoce, sulla ricerca clinica innovativa e sulla costruzione di nuove opportunità terapeutiche".

Lo ha dichiarato l'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, intervenendo oggi al Campus del Cro di Aviano alla presentazione dello "Studio clinico sui pazienti affetti da mesotelioma pleurico e lavoratori ex esposti all'amianto in Friuli Venezia Giulia", progetto di ricerca promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dall'Irccs Cro di Aviano, sostenuto da un finanziamento regionale di un milione di euro.

Lo studio, coordinato dal Cro di Aviano in collaborazione con l'Università degli studi di Ferrara e con i gruppi di ricerca guidati dal professor Paolo Pinton e dal professor Mauro Tognon, punta a migliorare la gestione clinica dei pazienti affetti da mesotelioma pleurico e a rafforzare l'attività di sorveglianza sanitaria sui lavoratori che in passato sono stati esposti all'amianto. Nel corso della presentazione sono intervenuti il direttore generale del Cro Aviano Giuseppe Tonutti, il direttore scientifico Gustavo Baldassarre, Alessandra Bearz, responsabile Tumori polmone e pleura del Cro di Aviano, Fernando Della Ricca di Anmil Trieste e il professore ordinario di Patologia generale dell'Università di Ferrara Paolo Pinton.

Il progetto - che si propone come modello di riferimento a livello nazionale e internazionale - coinvolge inoltre l'intera rete oncologica regionale, con le strutture di Udine, Gorizia e Trieste, per consentire ai pazienti di partecipare al protocollo di ricerca senza allontanarsi dal proprio territorio di residenza. Tra gli obiettivi vi sono anche la creazione di una biobanca regionale dedicata e l'ampliamento del campione di popolazione a rischio per validare scientificamente biomarcatori innovativi utili alla diagnosi precoce della malattia.

"Credo - ha sottolineato Riccardi - che, dal punto di vista metodologico, questo studio abbia un approccio non comune perché mette insieme non soltanto i ricercatori, le strutture scientifiche e il sistema sanitario regionale, ma anche le associazioni come Anmil Fvg e una grande realtà industriale come Fincantieri. Questo dimostra la volontà di costruire un lavoro realmente multidisciplinare e aperto, capace di tenere insieme competenze scientifiche, sociali e istituzionali".

"Questa è una scelta strutturale che abbiamo costruito negli anni - ha aggiunto l'assessore - attraverso investimenti importanti, il nuovo Piano oncologico regionale e le politiche di stabilizzazione dei ricercatori. Oggi abbiamo avuto la conferma, anche da autorevoli esponenti del mondo scientifico nazionale, che senza queste scelte probabilmente molte competenze sarebbero andate altrove e progetti come questo non avrebbero potuto svilupparsi qui".

Riccardi ha quindi espresso "gratitudine a tutti i protagonisti di questo percorso", sottolineando come il progetto rappresenti "la conclusione di una prima fase che apre ora alla ricerca clinica applicata".

"Credo che anche questa sia la missione della politica - ha concluso l'assessore -: affrontare la complessità e creare le condizioni affinché la ricerca, la sanità e il territorio possano lavorare insieme per risultati concreti. Il Friuli Venezia Giulia vuole proporsi come modello nella gestione integrata del rischio amianto e nella ricerca sul mesotelioma, con un approccio multidisciplinare che mette al centro le persone, la prevenzione, la diagnosi precoce e la speranza di nuove cure".

ARC/LIS/al

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