Primo maggio. Fi Fvg: "Per il lavoro solido servono risposte strutturali"
"Siamo all'alba della quarta rivoluzione industriale, che si preannuncia potenzialmente dirompente per la velocità esponenziale e l'interconnessione globale. Ci troviamo al cospetto di uno spartiacque che impone nuovi paradigmi, formule innovative, misure che siano concorrenziali oltre i confini locali". Questo il messaggio dei consiglieri regionali di Forza Italia Andrea Cabibbo, Roberto Novelli e Michele Lobianco in occasione della Festa dei lavoratori. "I principali indicatori mostrano un mercato del lavoro complessivamente solido in Friuli Venezia Giulia, con livelli occupazionali tra i più alti a livello nazionale, ma dietro questi dati emergono criticità strutturali che sono figlie delle profonde mutazioni di questi anni". "Il riferimento - spiegano gli azzurri -, è alla crescente difficoltà delle imprese nel reperire personale qualificato, ai divari ancora presenti nel mercato del lavoro e a una trasformazione sempre più rapida delle competenze richieste. Parliamo di un sistema che funziona, ma che va accompagnato. Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro è oggi uno dei principali fattori di rallentamento per la crescita. In Fvg siamo messi certamente meglio che altrove, ma le sfide sono globali e il canto delle sirene di sistemi fiscali vantaggiosi non lascia indifferenti gli imprenditori".
Il Gruppo di Forza Italia indica nella formazione la leva strategica: "Diventa strategico continuare a rafforzare il legame tra scuola, formazione professionale e imprese. Investire sulle competenze significa creare occupazione stabile e di qualità". Nel messaggio del 1° Maggio, i consiglieri sottolineano anche il ruolo delle imprese, in particolare delle piccole e medie realtà: "Sono l'ossatura dell'economia regionale. Sostenerle significa difendere il lavoro: meno burocrazia, più strumenti per innovare e crescere". Accanto a queste priorità, Forza Italia richiama anche l'importanza del decreto lavoro recentemente approvato dal Governo, visto come un primo tassello per affrontare le trasformazioni in atto: "Si tratta di un intervento che va nella direzione di rendere il mercato più dinamico, sostenere l'occupazione e rafforzare il legame tra politiche attive e sistema produttivo. Ora la sfida è tradurre queste misure in risultati concreti sui territori". Infine, un richiamo al valore più profondo del lavoro: "Non è solo economia, ma dignità e coesione. È uno strumento essenziale di realizzazione personale e di partecipazione alla vita sociale. Per questo deve restare al centro dell'azione politica, con interventi concreti e non ideologici. Rilanciare il lavoro significa gratificare la persona e consolidare la tenuta stessa delle nostre comunità".
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