Omnibus. Prima commissione Fvg approva il disegno di legge, astenute le opposizioni

Ultimo passaggio in sede di Commissione, per il disegno di legge multisettoriale, che sarà all'esame del Consiglio regionale nella prossima seduta di maggio (19-21). La Prima, presieduta da Markus Maurmari (FdI), ha approvato a maggioranza, astenute le Opposizioni, le parti di competenza e il ddl 79 nel suo complesso, nominando relatori per l'Aula lo stesso Maurmair, Antonio Calligaris (Lega) e Mauro Di Bert (Fp) per la maggioranza, Rosaria Capozzi (M5S), Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) e Francesco Martines (Pd) per la minoranza. Finanze, demanio e tavolare i temi al centro della seduta, con il ritorno delle Province che ha animato il dibattito. Gli articoli del Capo I, illustrati dall'assessore Pierpaolo Roberti in rappresentanza della collega alle Finanze, Barbara Zilli, "adeguano la normativa regionale al testo unico nazionale in materia di componenti degli organi societari delle partecipate" ha spiegato Roberti, rispondendo a una richiesta di chiarimenti di Furio Honsell (Open Sinistra Fvg). Per quanto riguarda il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Por Fesr) la legge prevede la possibilità per gli enti beneficiari di utilizzare le economie di gara senza doverle restituire. Inoltre per i nuovi bandi, le procedure amministrative non saranno in più in capo agli Edr, ma alla Regione.
"Si tolgono competenze agli enti di decentramento, che dovrebbero essere sostituiti dalle nuove province, anziché attribuire loro nuove funzioni" ha osservato Capozzi, mentre i dem Francesco Martines e Diego Moretti hanno messo in luce l'implicito riferimento proprio ai nuovi enti locali contenuto nell'articolo 4, che amplia l'elenco dei possibili soggetti pubblici cui possono essere affidati interventi in delegazione amministrativa. "Forse era meglio approvare prima la legge sulle Province e dopo questo ddl - ha commentato Moretuzzo -. Apprezziamo l'ottimismo di chi pensa che tutto filerà liscio, ma non diamo per scontato ciò che non lo è". "Mettere il carro davanti ai buoi è scorretto - gli ha fatto eco Laura Fasiolo (Pd) - è uno stile che svuota di significato il valore del nostro parlamentino". "Stiamo perdendo l'occasione per fare una vera riforma degli enti locali" ha concluso Pellegrino.
Novità in vista anche per il libro fondiario, con una serie di articoli che "mirano a snellire i procedimenti di completamento del libro stesso, condivisi con i giudici tavolari di Trieste, Gorizia e Udine", ha spiegato l'assessore regionale al demanio Sebastiano Callari, anticipando l'intenzione di sperimentare l'estensione del sistema in alcuni Comuni limitrofi a quelli che già lo usano. "Crediamo che il sistema tavolare nostro sia una grande eccellenza e vada ampliato. C'è una norma nazionale che lo prevede, ma non è stata ancora adottata" ha aggiunto Callari, rispondendo a una richiesta di chiarimenti di Moretti, che ha definito la riforma "significativa, un passo avanti per cittadini, imprese e anche amministrazione pubblica". Dubbi, invece, da Serena Pellegrino (Avs), che ha chiesto se ci fosse stato un confronto con gli ordini professionali. "Per un tecnico è complicato lavorare su sistemi, catastale e fondiario, che hanno modalità diverse. Estendere il tavolare potrebbe essere auspicabile, ma rischia di emarginarci dal resto d'Italia. Mi auguro che il catasto diventi uno strumento, non solo per imporre le tasse, ma anche notarile".
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