Logistica. Amirante: "Cooperazione transfrontaliera è leva per il porto di Trieste"

"La validità di un approccio transfrontaliero è dimostrata dalla gestione dell'attuale interruzione ferroviaria tra Udine e Tarvisio, dove il supporto della Slovenia risulterebbe determinante per garantire tracce alternative a sostegno del porto di Trieste. È la prova che la cooperazione non deve avvantaggiare un singolo soggetto, ma rappresentare un'opportunità per l'intero territorio". Lo ha detto oggi a Trieste l'assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante, intervenendo al convegno "Tre porti, tre normative: Trieste, Capodistria e Fiume tra concorrenza, cooperazione e sviluppo comune", organizzato da Adriaports e dall'Università di Trieste. Come ha spiegato la rappresentante della Giunta regionale, il tema dell'incontro si inserisce in un passaggio cruciale di questa legislatura, in stretta continuità con i temi affrontati lo scorso dicembre durante gli Stati Generali della logistica del Nord Est. In quella sede, infatti, era emerso chiaramente come l'India-Middle East-Europe Economic Corridor (Imec) rappresenti oggi la "strategia delle strategie", costituendo un fondamentale sbocco di sviluppo per il nostro sistema portuale e logistico.
"Si tratta - ha aggiunto Amirante - di una visione che abbraccia la complessità del sistema dell'Alto Adriatico, integrando i porti italiani con gli scali di Capodistria e Fiume. È un focus di estremo interesse poiché, pur operando all'interno della cornice europea, ci confrontiamo quotidianamente con asimmetrie normative. Un esempio concreto è rappresentato dal Brennero: il passaggio dei convogli ferroviari tra Italia e Austria richiede ancora l'applicazione di regole diverse, come nel caso del numero di macchinisti a bordo, evidenziando quanto l'armonizzazione dei regolamenti sia fondamentale per una cooperazione effettiva". Secondo l'assessore, accanto alla necessaria volontà politica, l'efficienza del sistema risiede nella capacità di garantire "una ridondanza infrastrutturale, in una dinamica di collaborazione internazionale leale e autentica, in cui ognuno deve fare la propria parte".
"Le reti a supporto dei nostri porti - ha affermato - devono essere in grado di assorbire picchi di traffico, interruzioni o cantieri, assicurando la continuità dei flussi necessari alla vitalità degli scali. Poiché la realizzazione di nuove infrastrutture richiede tempi lunghi e ingenti finanziamenti, la strategia vincente consiste nel mettere a sistema le reti logistiche esistenti tra diverse regioni e Paesi". "Questo impegno strategico - ha concluso Amirante - troverà la sua definitiva formalizzazione nel nuovo Piano di governo del territorio. Stiamo definendo le 'regole del gioco' attraverso uno strumento di pianificazione urbanistica dal respiro temporale di lungo periodo, in cui il ruolo del porto di Trieste e del sistema logistico regionale resterà centrale, ponendosi al vertice delle priorità politiche per il futuro del Friuli Venezia Giulia".
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