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Trieste, il Molo Audace diventa un teatro sul mare: folla e silenzio per il concerto all’alba

Luca Marsi·
Trieste, il Molo Audace diventa un teatro sul mare: folla e silenzio per il concerto all’alba

Alle 4.50 di domenica mattina, quando Trieste era ancora sospesa tra la notte e il primo chiarore del giorno, il Molo Audace si è trasformato ancora una volta in uno dei palcoscenici più suggestivi dell’estate cittadina.

Davanti a un folto e ordinato pubblico, il pianista triestino Riccardo Morpurgo ha accompagnato il sorgere del sole con il tradizionale concerto all’alba di TriesteLovesJazz, regalando alla città quaranta minuti di musica immersi nel silenzio, nel mare e in quella particolare atmosfera che soltanto un appuntamento a quell’ora riesce a creare.

Un momento ormai diventato un autentico rito dell’estate triestina.

Quaranta minuti tra pianoforte, mare e alba

Morpurgo, diplomato in pianoforte classico al Conservatorio Tomadini di Udine e con un percorso formativo anche a Siena Jazz, ha scelto di lasciarsi guidare direttamente dall’ambiente che lo circondava.

«Per 40 minuti, ho suonato qualcosa di distensivo, c’era il mare, l’alba, ho seguito quel flusso, improvvisando su un canovaccio», ha raccontato.

Una musica costruita quindi anche sull’istante, sulla luce che lentamente cambiava, sulla presenza del pubblico e sul paesaggio del Molo Audace.

Il pianoforte è diventato per quaranta minuti la colonna sonora del risveglio di Trieste.

Una città silenziosa davanti alla musica

A colpire ancora una volta è stato soprattutto il comportamento del pubblico.

Il direttore artistico del festival Gabriele Centis parla di un «silenzio quasi religioso», molto distante dalla musica ad alto volume alla quale spesso vengono associate le grandi manifestazioni estive.

«La gente partecipa proprio per il potere della musica», ha spiegato.

Durante il concerto viene inoltre interrotto il traffico per evitare che i rumori delle automobili entrino nell’atmosfera del Molo Audace.

Per Centis, proprio in quei quaranta minuti emerge «una città silenziosa, a misura delle persone».

Una Trieste diversa, quasi rallentata, nella quale centinaia di persone scelgono di alzarsi nel cuore della notte o di arrivare direttamente dopo una lunga serata per assistere alla nascita di un nuovo giorno davanti al mare.

Dai giovani agli anziani, il Molo Audace unisce generazioni

Il pubblico del concerto all’alba continua a essere uno degli elementi più particolari dell’appuntamento.

Centis racconta di aver visto persone che ritornano ogni anno, autentici aficionados del festival, ma anche numerosi volti nuovi e molti turisti.

E soprattutto generazioni molto diverse.

Ci sono gli anziani che arrivano portandosi una seggiolina per assistere comodamente al concerto, gli appassionati di jazz, i visitatori della città e gruppi di ragazzi attratti da quello che ormai è diventato un vero e proprio rituale dell’alba triestina.

«Si respira una situazione di libertà, di vacanza, di serenità», osserva Centis.

Un concerto quasi fuori dal tempo

C’è poi l’orario, che rende tutto ancora più particolare.

Alle 4.50 la città vive una dimensione completamente diversa rispetto a quella quotidiana.

Centis la descrive come una condizione «quasi onirica, di rilassamento», legata anche a un momento della giornata biologicamente insolito.

Ed è proprio in quella sospensione tra buio e luce che la musica assume un significato differente.

Non c’è bisogno di scenografie.

Il palcoscenico è il Molo Audace.

Dietro, il mare.

Davanti, Trieste che lentamente si illumina.

E in mezzo un pianoforte.

Morpurgo e la sfida del concerto all’alba

Per Centis, esibirsi in un contesto simile rappresenta ogni anno una sfida particolare per i pianisti chiamati a salire sul palco.

Non è un normale concerto.

L’ambiente, l’orario, il silenzio e la vicinanza del pubblico richiedono una concentrazione speciale.

«Morpurgo come sempre è stato molto personale nella sua interpretazione», sottolinea il direttore artistico.

Una prova ripagata dal calore di un pubblico che, nonostante l’ora, continua a rispondere con entusiasmo.

La ventesima edizione si avvia verso il gran finale

Il concerto sul Molo Audace ha rappresentato anche un momento simbolico per tracciare un primo bilancio della ventesima edizione di TriesteLovesJazz, promosso dal Comune di Trieste nell’ambito di TriesteEstate e organizzato dalla Casa della Musica/Scuola di Musica55.

Centis parla di grande soddisfazione sia per la proposta artistica, capace di spaziare dal jazz alle influenze etniche fino al funk, sia per la partecipazione.

Quasi tutti gli appuntamenti al Sartorio sono stati sold out, mentre piazza Verdi ha registrato una presenza costante e numerosa.

Anche la componente internazionale del pubblico ha rappresentato, secondo il direttore artistico, uno degli elementi positivi dell’edizione.

Ma tra tutti gli appuntamenti, quello dell’alba continua ad avere un posto particolare.

Il cielo limpido completa la magia

Anche il meteo, questa volta, ha deciso di collaborare.

Niente caldo eccessivo, niente vento e una notte particolarmente limpida.

Condizioni ideali per un concerto costruito interamente sul dialogo tra musica e paesaggio.

Poco dopo le 4.50 il pianoforte di Riccardo Morpurgo ha iniziato a riempire il silenzio.

Poi, lentamente, il cielo ha cambiato colore.

Trieste si è svegliata.

E per quaranta minuti il Molo Audace è diventato qualcosa di più di uno dei luoghi simbolo della città: un grande teatro affacciato sull’Adriatico, con l’alba come scenografia e il jazz come unica voce.

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