lunedì 20 luglio 2026
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Regione

Enti locali. Roberti: "Governo territoriale sarà vicino a cittadini"

redazione·
Enti locali. Roberti: "Governo territoriale sarà vicino a cittadini"

"Con questo disegno di legge completiamo il percorso avviato nella scorsa legislatura per ricostruire un livello di governo territoriale vicino ai cittadini, riportando sul territorio funzioni oggi esercitate direttamente dalla Regione, restituendo così alle comunità locali la possibilità di individuare democraticamente i propri rappresentanti". Lo ha affermato l'assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, illustrando oggi nel corso della riunione della II Commissione consiliare il disegno di legge 86 "Principi e norme fondamentali del sistema Regione-Autonomie locali, istituzione e ordinamento delle Province del Friuli Venezia Giulia e soppressione degli Enti di decentramento regionale di cui alla legge regionale 21/2019". Nel corso dell'illustrazione del provvedimento, che istituisce nuovamente le Province in Friuli Venezia Giulia, Roberti ha evidenziato come la stesura del ddl sia frutto di un profondo confronto con gli enti locali e i portatori d'interesse e che "la riforma rappresenta il completamento del percorso avviato con l'istituzione degli Enti di decentramento regionale (Edr), concepiti fin dall'origine come struttura transitoria destinata a evolvere nei nuovi enti di area vasta. Una volta approvata la norma prevederà l'operatività dei nuovi enti a partire dal 1° gennaio 2027, garantendo nel frattempo la continuità amministrativa e il trasferimento ordinato di personale, risorse e funzioni".

"Abbiamo scelto un approccio pragmatico e responsabile - ha spiegato l'assessore - attribuendo da subito alle Province le funzioni che oggi vengono già svolte con efficacia dagli Edr, a partire dall'edilizia scolastica superiore e dalla viabilità ex provinciale, alle quali si aggiunge la nuova funzione della Casa dei Comuni. Ulteriori competenze potranno essere trasferite con successivi provvedimenti di settore, valutando attentamente tempi, risorse e impatto sui servizi ai cittadini". "L'obiettivo della riforma è anche quello di rafforzare la rappresentanza dei territori - ha aggiunto l'esponente dell'Esecutivo -. Con il ritorno delle Province auspichiamo che questi enti possano avere una propria presenza all'interno degli organi di amministrazione delle società pubbliche operanti nei rispettivi territori e chiamate a gestire servizi e funzioni riconducibili alle competenze provinciali. Un elemento che consentirebbe di rafforzare ulteriormente il collegamento tra le comunità locali e i soggetti che erogano servizi strategici per cittadini e imprese".

L'assessore ha chiarito che "non ci sarà alcun drenaggio di personale dagli enti locali perché assieme alle funzioni sarà trasferito alle nuove province anche il personale ora assegnato agli uffici che svolgono tali funzioni" e ha inoltre sottolineato che la riforma non comporterà nuovi oneri per la collettività. "Il costo complessivo delle nuove Province sarà pari a circa 105 milioni di euro all'anno, ma si tratta di spese che la Regione sostiene già oggi direttamente per l'esercizio delle medesime funzioni. Non vi sarà quindi alcun aggravio di costi per i cittadini, ma semplicemente una diversa organizzazione amministrativa che consentirà di avvicinare ulteriormente i servizi ai territori". "La composizione degli organi politici sarà stabilita dalla legge elettorale, ma la loro incidenza economica sarà estremamente contenuta - ha concluso l'assessore -. Il costo massimo previsto è stato stimato in 1,3 milioni di euro annui, meno dell'uno per cento del costo complessivo del sistema provinciale. Un dato che, seppur calcolato in eccesso, dimostra come la riforma non sia finalizzata a garantire maggiore rappresentanza democratica, prossimità amministrativa ed efficacia nell'erogazione dei servizi".

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