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Dalla Bassa alla Carnia: la mappa dei disservizi Tpl e le strategie per il reclutamento

Luca Marsi·
Dalla Bassa alla Carnia: la mappa dei disservizi Tpl e le strategie per il reclutamento

Sempre meno autisti e un servizio pensato negli anni '90, che deve fare i conti con esigenze degli utenti e mobilità urbane ormai cambiate. I problemi del trasporto pubblico locale (Tpl) sono stati al centro dei lavori della IV Commissione consiliare, presieduta da Alberto Budai (Lega), che ha ascoltato i rappresentati delle organizzazioni dei lavoratori e delle aziende che gestiscono il Tpl in regione. Audizioni chieste da tempo, in particolare dai consiglieri Rosaria Capozzi (M5S) e Francesco Martines (Pd), alla luce di una serie di disservizi registrati nella Bassa Friulana e a Udine a inizio 2025.

"Nel solo mese di febbraio dello scorso anno sono saltate 1.442 corse, in alcuni giorni in media di 1 su 10 - ha ricordato Capozzi in apertura dei lavori -. Il 4,12% di corse non effettuate lo scorso anno da Arriva Udine nel trasporto urbano è un dato inaccettabile".

"Tutto ruota attorno alla mancanza di autisti", è emerso in Commissione. "Si è passati dai 1.418 del 2019 ai 1.336 del 2025", si legge nei documenti dell'assessore regionale Cristina Amirante. Sindacati e aziende (Trieste Trasporti, Arriva Udine, Atap Pordenone, Atp Gorizia riunite nella consorziata Tpl Fvg Scarl) hanno rimarcato la difficoltà nel reclutamento del personale. Stipendi bassi, turni di lavoro lunghi e responsabilità crescenti rendono la professione poco attrattiva.

"Dobbiamo dare dignità, non solo salariale, ai lavoratori, pensando alla loro sicurezza e puntando sulla contrattazione di secondo livello", ha sottolineato Massimiliano Pozzo (Pd). "Credo sia fondamentale che questa Regione si dimostri virtuosa anche sul trasporto pubblico locale", ha aggiunto esprimendo soddisfazione, così come la collega Capozzi, per le rassicurazioni ricevute dalla Regione sull'utilzzo entro il 2026 del Fondo speciale da 9,9 milioni destinato alle aziende di trasporto. "Al momento solo l'Atap ha raggiungo un accordo con i sindacati per erogare i fondi destinati a migliorare sicurezza, qualità del servizio e condizioni di lavoro", è stato detto durante la seduta.

"Un sollievo almeno per gli autisti di Pordenone, che però terminerà dal 1° gennaio 2027", ha evidenziato Nicola Conficoni (Pd), che ha chiesto se ci siano margini per continuare con questa misura. Per Amirante "non è solo una questione di stipendio, ma va rimodulato l'intero servizio e modificata la tipologia di lavoro, migliorandone la qualità nel complesso". L'assessore ha ricordato le sperimentazioni dei servizi a chiamata, il servizio notturno e anche il dialogo in corso con le scuole, nello specifico della Bassa Friulana, per perfezionare un nuovo progetto.

Un confronto quello con le scuole invocato anche da Laura Fasiolo (Pd), che ha poi sottolineato la necessità di un impegno trasversale per rendere più attrattiva la professione dell'autista, così come il collega dem Diego Moretti.

"Gli incentivi finanziari vanno esplorati, ma c'è altro che rende attrattive la professione - ha aggiunto Furio Honsell (Open) -. Le aziende devono impegnarsi a garantire la qualità del lavoro". "Bisogna iniziare a interpretare i segnali che arrivano dagli operatori per tempo, anticipando i processi in un sistema che ha assoluta necessità di revisione", secondo Massimo Mentil (Pd), che guarda alle corse saltata in Carnia per la mancanza di autisti: solo 4 degli ultimi 80 assunti risiedono qui, a fronte di 14 uscite; ne sono in arrivo altri 7, stando ai dati forniti da Arriva Udine. Anche per Giulia Massolino (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) il sistema va ripensato "a fronte di una mobilità stravolta". L'autonomista ha poi chiesto chiarimenti a Trieste Trasporti "sul carrello-bici comprato per portare i mezzi dal centro città e mai usato" e sulla mancanza delle e-bike nel serivio di bike-sharing.

Guarda al futuro, forse non molto lontano, Serena Pellegrino (Avs) con i mezzi senza conducente: "Un tema importante, la città di Torino li sta già sperimentando. Ci troveremo con il problema opposto, dovremo mandare a casa gli autisti". ACON/AA-rcm

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