Campus scolastico di via Rossetti, Pellegrino (Avs) "importante ascoltare gli studenti"

"Se vogliamo che il futuro campus e il polo sportivo, scolastico e universitario dell'ex caserma Vittorio Emanuele III di via Rossetti 76, a Trieste, diventino davvero un'infrastruttura utile e vissuta, dobbiamo partire da due cose molto concrete: i bisogni reali degli studenti e la sostenibilità degli accessi. Oggi, in audizione, è emerso con chiarezza". Lo dichiara in una nota Serena Pellegrino, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, a margine dell'audizione dedicata al futuro dell'area. "È stato importante sentire la Consulta degli studenti - aggiunge Pellegrino -, che ha portato un documento costruito a partire da un sopralluogo e da proposte pratiche: aule studio aperte con
orario continuato, servizi pensati per rendere lo spazio fruibile davvero, trasporto pubblico anche nelle fasce serali e notturne. Un campus non vive solo nelle ore di lezione: vive quando è accessibile, sicuro, raggiungibile". Nel corso della discussione, spiega la consigliera, "il tema della viabilità e dei trasporti ha avuto giustamente un ruolo centrale. Non possiamo immaginare un polo di questa portata senza un piano credibile su flussi, collegamenti, intermodalità e impatto sul quartiere: se l'accesso è complicato o se si scarica tutto su auto e parcheggi, la qualità del progetto si indebolisce fin dall'inizio".
Pellegrino inoltre richiama un nodo istituzionale: "Oggi una parte dei lavori e delle competenze ricade sugli Edr, ma sappiamo
che in prospettiva questi assetti passeranno alle Province. Serve da subito un quadro chiaro: chi fa cosa, con quali tempi, con quali risorse e con quale continuità amministrativa. Un'opera pubblica non può permettersi zone grigie o passaggi di consegne non governati". "L'audizione di oggi - conclude l'esponente rosso-verde - ci dice che un patrimonio di idee e di bisogni è già lì, nero su bianco. Adesso tocca alla politica e alle istituzioni fare la propria parte, trasformando quelle proposte in scelte concrete, perché saranno studenti e studentesse a vivere davvero quegli spazi ogni giorno".
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