Assestamento. Test in Prima commissione Fvg: manovra si avvicinerà al miliardo

Sarà una manovra finanziaria estiva da quasi 739 milioni di euro, con la possibilità di avvicinarsi al miliardo, quella illustrata dall'assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, alla I Commissione presieduta da Markus Maurmair (FdI). Il disegno di legge ha già ottenuto il voto unanime del Cal, il Consiglio delle autonomie locali, e si accompagna a un Defr che, secondo la Giunta, restituisce segnali positivi nei principali comparti regionali. Zilli ha definito l'assestamento il risultato di una "finanza robusta, seria e orientata al futuro, una manovra incentrata sugli investimenti, sulla sicurezza del territorio, sul completamento delle infrastrutture, sul sostegno alle attività produttive, alle famiglie, al personale e alla promozione culturale del Friuli Venezia Giulia". L'assessore ha escluso, al momento, "variazioni rilevanti dell'ammontare complessivo, auspicando un confronto condiviso fino alla conclusione dell'iter". Gli interventi dei consiglieri si sono prevalentemente incentrati sulla tenuta della crescita, sulle entrate, sulla capacità di spesa degli enti locali e sulle misure per le famiglie. Rosaria Capozzi (M5S) ha chiesto chiarimenti sulle stime di rallentamento del Pil previste per il 2027 e il 2028. Zilli ha richiamato "il criterio prudenziale adottato nelle proiezioni macroeconomiche, condizionate dalle incertezze del quadro nazionale, europeo e internazionale e dalle tensioni geopolitiche".
Francesco Martines (Pd) si è focalizzato sul rapporto tra investimenti pubblici e crescita: "Perché le ingenti risorse regionali destinate a imprese, infrastrutture e servizi non producono un incremento più marcato del Pil". L'assessore ha ripreso quando detto durante l'illustrazione "l'economia regionale è cresciuta più della media nazionale anche grazie agli investimenti pubblici, con un Pil del Friuli Venezia Giulia superiore di 0,7 punti percentuali al dato italiano. Gli investimenti non sono l'unico fattore di sviluppo, ma rappresentano una leva strategica per sostenere l'economia e attenuare gli effetti delle fasi di rallentamento". Sul fronte dell'avanzo libero, Andrea Carli (Pd) ha voluto approfondire alcuni numeri: "se gli oltre 900 milioni disponibili
siano coerenti con gli esercizi precedenti". Gli uffici della Direzione centrale finanze hanno precisato che "si tratta del secondo avanzo libero più elevato nella storia della Regione, dopo quello del 2024, pari a circa 1 miliardo e 26 milioni". Carli ha poi collegato i 70 milioni di maggiori entrate iscritti nell'assestamento a un possibile rallentamento strutturale. La risposta degli uffici è stata che "l'incremento più contenuto dipende anche dal progressivo adeguamento delle previsioni iniziali al gettito tributario effettuato negli ultimi tre anni. Dopo la forte crescita post-pandemica, la dinamica delle entrate dovrebbe attestarsi attorno al 2 per cento: una normalizzazione ritenuta fisiologica e non preoccupante".
Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha centrato il suo intervento "sulla crescita delle spese impegnate, superiore a quella delle entrate, e sull'aumento della cassa regionale". Gli uffici hanno spiegato che le entrate tributarie affluiscono con continuità, mentre gli investimenti seguono tempi più lunghi, legati a progettazione, autorizzazioni, gare e realizzazione delle opere. Gli incassi precedono quindi materialmente i pagamenti, determinando un aumento della liquidità che, nell'ultimo anno, è risultato comunque inferiore rispetto al trend precedente. Il calo di circa 800 milioni del risultato complessivo di amministrazione è invece attribuito soprattutto alla riduzione delle quote accantonate e vincolate: è venuta meno la necessità di mantenere il fondo di garanzia collegato alla terza corsia autostradale ed è stata restituita allo Stato una quota delle risorse Covid ricevute in misura superiore alle minori entrate effettivamente registrate".
Serena Pellegrino (Avs) ha richiamato le difficoltà dei Comuni, soprattutto quelli più piccoli, nel trasformare le risorse assegnate in cantieri effettivi. Zilli ha riconosciuto il problema e ha indicato nelle future Province un possibile soggetto di supporto tecnico e amministrativo per progettazione e realizzazione degli investimenti locali. Pellegrino ha inoltre sollevato il tema dell'efficacia delle politiche fondate sui bonus, in particolare per famiglie e genitorialità, chiedendo maggiore attenzione ai servizi strutturali. L'assessore ha difeso le misure regionali, definite "non episodiche ma strutturali". In materia sanitaria, la consigliera ha chiesto che gli interventi su oncologia, fumo e diabete vengano considerati investimenti e non semplice spesa corrente. Zilli ha condiviso l'impostazione, sottolineando il carattere sperimentale delle misure e il loro orientamento allo screening. Laura Fasiolo (Pd) ha infine posto l'attenzione sulle difficoltà delle famiglie nel sostenere spese impreviste, risparmiare e difendere il potere d'acquisto. Zilli ha riconosciuto la criticità, indicando "la coesione sociale uno degli obiettivi strategici dell'azione regionale".
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