Assestamento. Pellegrino (Avs): "Casse piene senza visione strutturale"

"Una manovra che sfiora il miliardo di euro, che conferma una Regione dalle casse traboccanti, ma ancora
una volta priva di una visione strategica. Questa montagna di risorse, frutto del grande sforzo dei lavoratori e delle lavoratrici, dovrebbe tornare alla collettività con servizi di eccellenza. Invece, assistiamo all'ennesima distribuzione a pioggia che manca di vero coraggio politico". Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino, di Alleanza Verdi e Sinistra, a margine dell'illustrazione in I Commissione dei documenti della manovra di assestamento estiva. "Sembra la regione in cui chiunque vorrebbe venire a vivere e dove ci sono poste di bilancio apparentemente condivisibili. Eppure - denuncia Pellegrino -, quando parliamo con i cittadini, constatiamo quanto facciano fatica ad arrivare a fine mese. Di fronte ad un Assestamento che prevede 623 milioni (dato rilevato nei documenti forniti alla Commissione), a cui se ne dovrebbero aggiungere altri 300 per la conclusione del dibattito in Aula a fine mese, registriamo una preoccupante mancanza di programmazione. Abbiamo rivolto molte domande e fornito alcune suggestioni all'assessora Zilli e agli Uffici, sperando che questa manovra porti reali benefici a una comunità regionale che soffre".
"A gravare sulla cittadinanza, oltre al carovita, è l'inefficienza amministrativa. Denunciamo da tempo lo stallo degli investimenti, dove nei cassetti degli enti locali giace un miliardo di euro bloccato da un'oggettiva incapacità di 'metterli a terra', così come dimostrano i colpevoli ritardi nella messa in sicurezza dei ponti, all'indomani della tragedia del ponte Morandi a Genova. La Regione - evidenzia la consigliera rossoverde - ha il dovere di affiancare e supportare i Comuni, e le Province dovrebbero svolgere anche questo ruolo, aiutandoli ad aprire i cantieri ed evitando che i fondi restino fermi, pur stanziati più volte nello stesso anno senza essere mai spesi".
"Ho evidenziato anche come ci sia una reale mancanza di politiche strutturali per le famiglie. L'uso dei bonus si conferma una misura tampone e non risolutiva. Servono investimenti strutturali, a partire dalla grave carenza di servizi alla genitorialità. Altro tema ormai inderogabile è legato alla questione dell'acqua pubblica a Trieste, dove si continua a rimandare l'attuazione di una legge di dieci anni fa. È necessario procedere con l'affidamento al pubblico del servizio idrico integrato triestino - coglie l'occasione di affermare l'esponente di Centrosinistra -, sbloccando i circa 180 milioni di euro previsti dal Piano d'Ambito. Ultimo, ma non ultimo ho posto alcune domande in merito alla spesa corrente e infrastrutture". "Dovremmo sfruttare molto meglio la nostra autonomia - conclude la consigliera di Avs - superando i gap imposti dalla normativa nazionale invece di limitarci a gestire l'ordinario senza una direzione per il futuro"
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