Appalti: Codice contratti semplifica attività amministrativa

La Centrale unica di committenza regionale (Cucsa) del Friuli Venezia Giulia, nata in attuazione delle disposizioni statali sulla razionalizzazione della spesa e sugli obblighi di aggregazione degli acquisti, è un soggetto importante per tutti gli enti che operano a livello locale: dal 2017 a oggi sono stati lavorati appalti per 8 miliardi di euro sulla base della sua innovativa piattaforma.
Lo ha sottolineato questa mattina l'assessore regionale al Patrimonio, Demanio, Servizi generali e Sistemi informativi, intervento al convegno "Il Codice dei contratti pubblici a un anno dall'entrata in vigore" organizzato da Confcooperative Friuli Venezia Giulia negli spazi di Villa Manin di Passariano, a Codroipo.
Nel portare il saluto del governatore del Friuli Venezia Giulia, l'esponente dell'Esecutivo ha ricordato che la Centrale unica di committenza è pronta per un ulteriore passo avanti nell'evoluzione della digitalizzazione: uno step che rappresenterà un valore aggiunto importante per tutti i soggetti che utilizzano la piattaforma in Friuli Venezia Giulia.
Sul tema del Codice dei contratti, che oggi è stato preso in esame grazie a una platea di pubblico e di relatori estremamente qualificata, l'assessore regionale ha messo l'accento su due aspetti di grande innovazione che caratterizzano lo strumento: il raggiungimento del traguardo del risultato di favorire una buona amministrazione e la conquista di aver tolto la cosiddetta "paura della firma", superando lo scoglio della "burocrazia difensiva". Il Codice è stato giudicato, pertanto, molto utile al lavoro delle amministrazioni locali.
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