Ambiente: Scoccimarro, ok a Piano regionale attività estrattive

"Il Piano regionale delle attività estrattive è giunto oggi all'approvazione preliminare dopo un lungo percorso di consultazione pubblica che ha coinvolto tutti gli attori: Comuni, cavatori, operatori del settore estrattivo. Il piano stabilisce i limiti per la tutela dell'ambiente, ma al contempo ha snellito molte pratiche burocratiche permettendo di coniugare il fare impresa con la salvaguardia dell'ambiente nell'interesse dei cittadini".
Così l'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente Fabio Scoccimarro in merito all'approvazione da parte della Giunta regionale su sua proposta del Piano regionale delle attività estrattive (Prae), documento strategico che stabilisce le modalità per l'attività estrattiva, a partire dalla definizione delle aree nelle quali possono essere avviate nuove attività, per arrivare alle modalità di prosecuzione delle estrazioni nelle aree dove queste sono già autorizzate.
Il Piano definisce il concetto di cava strategica o lotto strategico precisando che sono da considerarsi tali quelli che presentano una percentuale di sostanza minerale strategica non inferiore al 60% rispetto al volume autorizzato. Per tali cave o lotti è prevista dalla legge regionale 12/2016 ulteriore deroga alle soglie sopra descritte.
Il Prae individua quale materiale strategico il marmorino per il suo peculiare utilizzo e per la limitata reperibilità a livello internazionale.
"L'approvazione del Prae se da un lato imporrà dei controlli per il rilascio di nuove autorizzazioni all'attività estrattiva - spiega Scoccimarro - dall'altro continuerà a garantire la prosecuzione delle attività in essere che procedono con un trend di scavo compatibile con il progetto autorizzato: il meccanismo del Piano è costituito, infatti, da un sistema di 'semafori' che scandiscono l'apertura e la chiusura, per i singoli ambiti, della possibilità di richiesta sia delle nuove D4 che delle nuove autorizzazioni".
Ad oggi risultano autorizzate in Friuli Venezia Giulia tre cave di argilla, 12 cave di calcare, 24 cave di estrazione di ghiaia e 26 di pietra ornamentale. Ci sono, inoltre, quattro cave la cui autorizzazione è ora limitata al riassetto ambientale, in quanto completato il progetto di coltivazione. Ora l'iter prevede il parere sul Prae della IV Commissione consiliare.
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