Agricoltura: Fedriga, Made in Italy sia sinonimo di tutela consumatore

"L'agricoltura e la pesca, con i loro prodotti, rappresentano la nostra identità, la nostra cultura, la nostra tecnologia e la nostra qualità. Il Made in italy non sia solo sinonimo di salubrità dei prodotti della nostra terra ma anche di tutela del consumatore".
Con queste parole il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, è intervenuto oggi al convegno su agricoltura e pesca svoltosi in piazza Libertà a Udine, nell'ambito del Villaggio Coldiretti, alla presenza del ministro per la Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, e del presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini.
Il massimo esponente Esecutivo regionale ha sottolineato come il comparto agroalimentare non sia soltanto una leva economica e culturale, ma rappresenti anche un presidio fondamentale di salute pubblica. "Dobbiamo iniziare a considerare l'alimentazione come un elemento essenziale di prevenzione - ha spiegato Fedriga - al pari dell'attività sportiva. Una nutrizione sana e consapevole, basata su prodotti non ultraprocessati, è decisiva per migliorare la qualità della vita e ridurre i costi sanitari".
Fedriga ha poi annunciato la volontà di promuovere in Friuli Venezia Giulia un progetto sperimentale incentrato proprio sulla nutrizione, in sinergia con il mondo agricolo e scolastico, ma rivolto anche alla fascia della popolazione in età lavorativa, spesso trascurata in termini di educazione alimentare. "Oggi lavoriamo molto sui ragazzi e sugli anziani, ma c'è una generazione che ha perso punti di riferimento e che spesso non ha tempo per soffermarsi su ciò che mangia. Ed è a loro che dobbiamo rivolgere la nostra attenzione ed intervenire a loro favore".
Il governatore ha infine evidenziato come la qualità del prodotto italiano debba essere tutelata non solo in chiave economica, ma soprattutto come garanzia per il cittadino. "Il Made in Italy - ha detto Fedriga - deve essere sempre più sinonimo di tutela del consumatore. Non possiamo pensare che chi acquista un alimento non sappia esattamente cosa stia comprando, dove e come è stato prodotto. Serve una responsabilizzazione condivisa a livello europeo, basata su regole chiare e trasparenti".
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