50mo Sisma. Amirante: "A settembre riapre castello Colloredo"

"La frasca issata sul mastio del castello di Colloredo di Monte Albano è molto più di un'antica tradizione: è il simbolo concreto di un traguardo che si avvicina e della rinascita di uno dei luoghi più rappresentativi della ricostruzione del Friuli dopo il terremoto del 1976". Lo ha dichiarato l'assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, dopo che ieri nel cantiere del castello è stata rispettata l'antica tradizione friulana del licôf, ovvero il momento di festa per celebrare la fine di un lavoro importante. "Un rito antico che unisce maestranze, tecnici e committenti, celebra la conclusione della fase più impegnativa del cantiere e testimonia il valore del lavoro svolto con professionalità e passione - ha spiegato Amirante - Oggi possiamo dare il via al conto alla rovescia verso la restituzione del castello alla comunità. Tra cinquanta giorni riapriremo l'Ala Nievo, nell'ambito delle celebrazioni dell'anniversario del terremoto del Friuli: un evento atteso da mezzo secolo che rappresenta uno dei risultati più significativi della ricostruzione post sisma. Il recupero del castello di Colloredo significa riconsegnare ai cittadini un patrimonio identitario, storico e culturale che appartiene all'intero Friuli Venezia Giulia e che, grazie al suo straordinario valore artistico e turistico, rafforzerà ulteriormente la proiezione nazionale e internazionale della nostra regione."
L'apertura dell'Ala Nievo dell'antico maniero, pesantemente colpito dal terremoto del 1976, è prevista per sabato 19 e domenica 20 settembre, nell'ambito delle iniziative messe in campo dalla Regione per il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976. "Ci avviciniamo a un evento atteso e particolarmente importante perché rappresenta una delle più grandi e complesse operazioni di recupero dell'intera ricostruzione post terremoto in Friuli - ha detto l'assessore -. Il raggiungimento di questo obiettivo è motivo di grande gioia e soddisfazione, perché viene restituito alla comunità un luogo entrato nell'immaginario grazie alle grandi personalità che hanno vissuto tra le sue mura, da Ermes di Colloredo a Ippolito Nievo". Amirante ha quindi osservato che "l'importante lavoro progettuale e operativo portato avanti in questi anni restituisce oggi una struttura che, grazie al suo straordinario potenziale turistico e culturale, potrà contribuire ulteriormente a rafforzare la proiezione internazionale della nostra Regione. La famiglia dei Colloredo, infatti, ha lasciato un segno profondo non solo nella storia del Friuli, ma anche in quella di molte altre regioni d'Italia e dell'Europa centrale".
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