Vajont. Quinta commissione Fvg: audizioni ipotesi ingresso Regione in Fondazione

Un contributo una tantum di 375mila euro per entrare nella Fondazione Vajont 9 ottobre 1963 e la possibilità, per il Friuli Venezia Giulia, di partecipare direttamente alle scelte dell'ente attraverso un proprio
rappresentante nel Consiglio di amministrazione. È l'ipotesi ritornata al centro del confronto odierno nella V Commissione consiliare, presieduta da Diego Bernardis (Fedriga presidente), che ha ospitato, su richiesta del consigliere Andrea Carli (Pd), un'audizione con il neopresidente della Fondazione, Claudio Barzan, con l'uscente Roberto Padrin e il direttore generale Mauro Carazzai per approfondire le prospettive di adesione della Regione Fvg all'ente e conoscere le attività e i progetti futuri dello stesso. L'assessore regionale con delega alla Cultura, Mario Anzil, ha assicurato che la "Giunta valuterà l'eventuale partecipazione alla luce degli elementi che emergeranno dal confronto in Commissione", confermando "l'apprezzamento per l'attività finora svolta e per il programma dei progetti futuri".
In apertura della seduta, Padrin ha ricordato che "la tragedia del Vajont ha segnato profondamente anche il Friuli Venezia Giulia, sul cui territorio si trovano la diga e il versante interessato dalla frana pagando un pesante tributo di vite umane". Da qui, ha sottolineato, l'importanza di un eventuale ingresso della Regione nella fondazione "per rafforzare una memoria che appartiene alla storia e alle comunità di entrambi i territori". Padrin ha inoltre rimarcato che "il percorso di avvicinamento alla Regione Fvg si è rafforzato in occasione del sessantesimo anniversario del disastro, celebrato nel 2023 alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, individuando in quella ricorrenza non soltanto un punto di arrivo, ma anche l'inizio di una nuova fase per la Fondazione Vajont". A illustrare il nuovo assetto dell'ente è stato il direttore generale Carazzai, che ha richiamato la revisione dello Statuto, approvata nell'agosto scorso, "grazie alla quale la fondazione può accogliere nuovi soci istituzionali, tra cui anche la Regione Fvg, prevedendone una rappresentanza nel Consiglio di amministrazione". Ampio spazio è stato dedicato all'illustrazione delle iniziative per la conservazione e la trasmissione della memoria "a partire dall'attività dei 43 informatori volontari che accompagnano i visitatori sul coronamento della diga. Nel 2024 sono state gestite circa 25mila persone, nel 2025 circa 20mila e quest'anno dovremmo tornare ai livelli del 2024".
"Tra le progettualità future - è stato spiegato durante l'audizione - figurano inoltre il potenziamento delle attività didattiche rivolte alle scuole di ogni ordine e grado, lo sviluppo di una banca dati digitale accessibile gratuitamente, destinata a raccogliere documenti e testimonianze sulla tragedia, un premio da 10mila euro per tesi universitarie e il rafforzamento delle collaborazioni scientifiche con gli atenei di Padova e Milano-Bicocca sui temi della prevenzione e della gestione dei rischi. A Longarone è inoltre prevista, nel 2027, l'organizzazione di un master in psicotraumatologia relazionale dedicato ai traumi collettivi". "L'idea è quella di dare un taglio internazionale alla fondazione", ha sottolineato Carazzai, indicando "nella ricerca, nella formazione e nella collaborazione tra istituzioni le direttrici per affiancare alle commemorazioni un'attività continuativa, capace di trasformare la memoria della tragedia in uno strumento di conoscenza e prevenzione".
Sul piano economico, è stato infine precisato che "la quota dei 375mila euro per l'adesione confluirebbe nel fondo di dotazione della fondazione, senza essere destinata alle spese correnti, ma contribuirebbe a generare rendimenti per finanziare le attività dell'ente. Non sarebbero previsti obblighi di contribuzione periodica, mentre eventuali ulteriori apporti sarebbero legati a specifiche progettualità, soprattutto in occasione degli anniversari più significativi della tragedia". Proprio sull'aspetto economico si è soffermata, durante la discussione, Lucia Buna (Lega), che ha invitato ad "approfondire la valutazione del contributo, tenendo contosia delle risorse già investite dalla Regione nella valorizzazione della memoria sia delle attività realizzate dalla fondazione dalla sua costituzione ad oggi". Carli ha auspicato che "la Regione valuti l'eventuale adesione, considerandola un'opportunità per dare maggiore diffusione alla memoria del Vajont e rafforzare le iniziative comuni. Non si tratta di mettere in discussione quanto già fatto dalla Regione, ma di favorire un'azione più condivisa e coordinata", ha precisato, richiamando le possibilità offerte dai progetti di ricerca, formazione e valorizzazione del territorio, che "in occasione delle ricorrenze più significative, arriva ad accogliere anche 100mila visitatori". Markus Maurmair (FdI) ha ricordato il percorso compiuto in questi anni dalla Regione Fvg sottolineando come "l'eventuale adesione debba rappresentare un'opportunità per rafforzare, attraverso progetti concreti e condivisi, un impegno già consolidato".
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