Trieste, 26 milioni di capitali privati per la luce pubblica: bellezza e risparmio al centro del progetto

Illuminazione diversa per le diverse zone di Trieste, attenzione alla sicurezza nei rioni e alla valorizzazione del centro storico, con un progetto che punta a unire qualità della luce ed efficienza energetica. Sono i temi al centro del dibattito “Trieste Futura – La luce come motore della rigenerazione urbana e della trasformazione del territorio”, svoltosi nel pomeriggio di oggi, venerdì 30 ottobre 2026, nella Sala Josef Ressel del Generali Convention Center, in Porto Vecchio-Porto Vivo.
L’incontro ha fatto seguito alla recente presentazione del Piano strategico di Edison Next per Trieste, i cui interventi sono iniziati a luglio e saranno prossimamente accompagnati da una campagna di informazione.
Al confronto hanno partecipato Alberto Carone, responsabile Sviluppo Progetti Energetici per la Rigenerazione Urbana di Edison Next, gli assessori Everest Bertoli ed Elisa Lodi e Giulio Bernetti, direttore del Dipartimento Territorio, Ambiente, Lavori pubblici e Patrimonio del Comune. A moderare è stato Vittorio Sgueglia Della Marra, direttore del Servizio Informazione Istituzionale, Open Government, Comunicazione.
Bertoli: «Attrarre 26 milioni di euro dal capitale privato»
Uno dei passaggi centrali ha riguardato il ruolo della finanza di progetto e il rapporto tra investimenti privati e indirizzo pubblico.
L’assessore a Project Financing e Porto Vecchio-Porto Vivo, Everest Bertoli, ha ricordato di aver portato avanti il percorso avviato da Elisa Lodi nel precedente mandato, inserendolo in una strategia che considera essenziale la capacità di attrarre risorse private nei settori chiave della città.
«La cabina regia rimane in capo all’Ente pubblico», ha sottolineato Bertoli, indicando tra gli ambiti di questa impostazione l’illuminazione, la rigenerazione del Porto Vecchio-Porto Vivo e le smart city.
L’assessore ha quindi richiamato la dimensione economica dell’operazione: «Attrarre 26 milioni di euro dal capitale privato significa infatti restituire 26 milioni di euro alla sfera pubblica», affinché possano essere investiti in scuole, strade, welfare e nelle altre attività proprie del Comune.
L’obiettivo dichiarato è rendere Trieste più bella e vivibile, conciliando le caratteristiche estetiche dell’illuminazione con l’efficientamento energetico. Un equilibrio che, secondo Bertoli, richiede una progettazione articolata, capace di tenere insieme calore, colore e prestazioni degli impianti.
Edison Next: la luce incide anche sulle scelte quotidiane
Per Alberto Carone, il progetto parte dalla capacità dell’Amministrazione di definire una visione strategica, alla quale Edison Next offre supporto attraverso competenze e tecnologia.
«Non tutti sanno che esiste un’enorme diversità tra lampione e lampione», ha osservato. Ogni dispositivo presenta modalità differenti di emissione della luce e di modulazione nel tempo: caratteristiche tecniche che possono influenzare anche il modo in cui le persone utilizzano e percepiscono gli spazi.
Carone ha citato, come esempio, la scelta di un genitore di accompagnare un figlio fino a un incrocio oppure di salutarlo prima. La qualità dell’illuminazione entra così nella quotidianità, contribuendo al senso di sicurezza e alla fruibilità dei luoghi.
«Edison Next si pone al servizio di questa progettualità con l’obiettivo comune di offrire servizi efficienti», ha affermato, collegando il lavoro sugli impianti al miglioramento della vita della cittadinanza.
Dal centro storico ai rioni, una luce pensata per ogni contesto
A entrare nel dettaglio delle scelte progettuali è stato Giulio Bernetti, che ha illustrato le differenti tipologie e gradazioni di luce previste nelle varie aree di Trieste.
Per il centro storico, l’impostazione descritta punta a un’atmosfera più romantica e tradizionale, coerente con il carattere degli spazi. Nei rioni, l’attenzione si concentra invece sui punti da illuminare e sulla chiarezza degli ambienti, soprattutto dove una minore leggibilità degli spazi può contribuire a una percezione di insicurezza.
Il progetto considera quindi le specificità dei luoghi, affiancando alla componente tecnica la funzione urbana della luce: valorizzare, orientare e rendere gli spazi più riconoscibili.
Lodi: «Illuminazione e lavori pubblici sono due binari paralleli»
L’assessore ai Lavori pubblici Elisa Lodi ha evidenziato il legame tra illuminazione, opere pubbliche e rigenerazione urbana.
«L’illuminazione e i lavori pubblici sono due binari che corrono paralleli», ha dichiarato, ricordando che la luce rappresenta sia un elemento di arredo sia un fattore di sicurezza e di percezione della tranquillità.
Scuole, palestre, edifici pubblici e strade richiedono soluzioni adeguate alle loro funzioni. Nel caso di Trieste, ha aggiunto Lodi, anche i pali della luce hanno una storia e una fisionomia specifiche, delle quali la progettazione deve tenere conto.
Accanto alle valutazioni tecniche, l’assessore ha richiamato il ruolo dell’indirizzo politico nel definire il mandato per chi interviene sul territorio.
Circa cento impianti sportivi, tra sostegno alle società e interventi sugli edifici
Nel corso del dibattito, Lodi ha affrontato anche il tema dei consumi nelle strutture sportive. Il Comune, ha ricordato, gestisce circa cento impianti sportivi, comprese le palestre scolastiche, per i quali l’illuminazione costituisce una voce importante, soprattutto alla luce del caro energia.
L’Amministrazione sta lavorando su due fronti: i contributi di gestione alle società sportive, per aiutarle a sostenere i costi, e gli interventi strutturali di efficientamento energetico sugli edifici.
Per Lodi, sostenere le società significa anche consentire ai ragazzi di continuare a frequentare gli ambienti sportivi. L’assessore ha quindi espresso apprezzamento per il ricorso a strumenti di finanza di progetto, presentati come un’opportunità ulteriore rispetto all’appalto tradizionale.
Il confronto in Porto Vecchio-Porto Vivo
La scelta del Generali Convention Center ha collegato il dibattito sull’illuminazione al più ampio tema della rigenerazione urbana del Porto Vecchio-Porto Vivo, richiamata durante l’incontro come esempio di pianificazione di lungo periodo.
I lavori sono stati introdotti da un video curato da Edison Next e Comune di Trieste. Il prossimo passaggio annunciato riguarda la campagna di informazione sugli interventi del Piano strategico, avviati a luglio.
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