“Vittoria della Costituzione”, Rifondazione Comunista esulta dopo il referendum

La vittoria del No al referendum costituzionale del 22-23 marzo 2026 viene accolta con soddisfazione dal Partito della Rifondazione Comunista, Federazione di Trieste. A intervenire è Gianluca Paciucci, che sottolinea il valore politico del risultato.
“Non era scontato”, afferma Paciucci, evidenziando come il voto rappresenti un passaggio significativo nel quadro politico nazionale.
“Respinta una riforma che avrebbe alterato gli equilibri”
Nel suo intervento, Paciucci esprime una critica netta nei confronti della riforma proposta. “Con la ‘riforma’ Nordio l’attuale esecutivo voleva attaccare uno dei poteri capaci di equilibrare quello del governo”, dichiara, richiamando il ruolo del sistema giudiziario.
Secondo Rifondazione Comunista, il risultato referendario dimostra che una parte rilevante del Paese ha scelto di respingere questo intervento, con “14 milioni di cittadine e cittadini” che hanno votato contro la proposta.
Un segnale politico per la democrazia
Paciucci definisce l’esito del referendum “un segnale importante per la democrazia italiana”, sottolineando come il voto rappresenti una risposta alle dinamiche politiche attuali.
Il risultato viene interpretato come un momento di tenuta degli equilibri istituzionali e di riaffermazione dei principi costituzionali.
Il lavoro sul territorio e il ruolo del Comitato per il No
Nel contesto locale, Rifondazione Comunista evidenzia l’attività svolta a Trieste durante la campagna referendaria. Paciucci parla di “un’ottima esperienza”, maturata all’interno del Comitato per il No insieme ad altri soggetti dello schieramento progressista e a singoli cittadini.
L’impegno si è articolato tra attività sui social, volantinaggi, incontri pubblici e presìdi, con l’obiettivo di informare e coinvolgere la cittadinanza.
“Un no aperto ma deciso”, il messaggio politico
Paciucci descrive il risultato come l’espressione di “un No laico, non fanatico, aperto all’ascolto”, ma al tempo stesso fermo nel respingere modifiche considerate in contrasto con i principi della Costituzione.
Secondo quanto dichiarato, questo esito potrebbe rendere più complesso il percorso di eventuali future riforme istituzionali.
Uno sguardo al futuro tra giustizia e diritti
Nel suo intervento, Paciucci richiama infine alcuni temi centrali per il futuro: “Sì a una giustizia giusta, che deve essere rispettata anche con adeguati finanziamenti. Sì alla giustizia sociale”.
Un messaggio che si chiude con un invito a ripartire “con umiltà ed entusiasmo”, alla luce del risultato ottenuto.
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