mercoledì 26 agosto 2026
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Politica

Udine, violenta aggressione in carcere: quattro agenti feriti, due con fratture

Luca Marsi·
Udine, violenta aggressione in carcere: quattro agenti feriti, due con fratture

Ancora tensione nella Casa Circondariale di Udine: due detenuti violenti attaccano la Polizia Penitenziaria. Il SAPPE: “Altro che ventilatori, chi rischia la vita ogni giorno sono gli agenti”

Mattinata di violenza estrema, oggi, all’interno del carcere di Udine. Intorno alle ore 8, due detenuti già noti per la loro pericolosità hanno aggredito quattro agenti di Polizia Penitenziaria, due dei quali hanno riportato fratture e una prognosi di 21 giorni, mentre gli altri sono stati dimessi con prognosi di 6 e 5 giorni. L’episodio si aggiunge a una serie di aggressioni già avvenute il 19 e il 21 maggio, segnalando una tensione sempre più ingestibile all’interno della struttura.

A denunciarlo è il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria (SAPPE), che attraverso il delegato nazionale Massimo Russo, fa sapere: “Il detenuto marocchino, 22 anni, trasferito da Treviso per motivi di sicurezza, e un detenuto triestino già coinvolto nelle rivolte dell’estate scorsa al Coroneo, hanno aggredito con violenza quattro poliziotti. Questa è l’ennesima dimostrazione che il sistema carcerario è ormai al collasso”.

Capece (SAPPE): “A Udine 730 detenuti per 490 posti, e la politica pensa ai frigoriferi”

Durissime anche le parole del segretario generale Donato Capece, che punta il dito contro la gestione nazionale del sistema penitenziario: “In Friuli Venezia Giulia la situazione è ad alta tensione. Le carceri sono sovraffollate e sotto-organico: a Udine ci sono oltre 730 detenuti per 490 posti regolamentari. Ma intanto c’è chi si preoccupa solo di celle dell’affettività e ventilatori. I veri dimenticati sono gli agenti, gli unici a pagare con la propria salute e sicurezza”.

Il SAPPE ribadisce la richiesta di dotazione di body-cam e strumenti di difesa non letali per il personale, come i flash ball (fucili a proiettili di gomma) e i bola wrap (lacci che immobilizzano gli arti), già in uso in Francia e in alcune polizie italiane.

Altomare: “Riaprire gli OPG per gestire i detenuti psichiatrici”

Il segretario regionale SAPPE, Giovanni Altomare, interviene richiamando un’altra criticità: la presenza crescente di detenuti affetti da disturbi psichiatrici, oggi mescolati nel circuito ordinario. “Chiudere gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) senza una soluzione alternativa è stato un errore drammatico. Servono strutture idonee per gestire questa particolare fascia di detenuti. Oggi rappresentano un rischio concreto per la sicurezza interna”.

“Stato assente, Polizia Penitenziaria abbandonata”

Capece conclude con un appello forte: “Il SAPPE da decenni chiede l’espulsione dei detenuti stranieri per far scontare la pena nei Paesi d’origine, ma nulla si muove. Lo Stato è assente e gli agenti si ritrovano soli a contenere una escalation di violenze sempre più quotidiana. Servono interventi urgenti, serve la presenza concreta dello Stato, servono riforme vere. Non è più tollerabile lasciare la Polizia Penitenziaria in balia della violenza”.

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