Turismo, la proposta del movimento Futura: “Ripristiniamo le aziende di promozione turistica territoriali”
Se ne sta parlando molto, anche in un recente incontro con i candidati sindaco sul turismo moderato dal direttore del quotidiano il Piccolo. La proposta del Movimento Futura per il settore turistico - forte e chiara quanto semplice – è quella di ripristinare le aziende di promozione turistica territoriali, sgravando da questi compiti la Regione e rimettendo al centro del progetto, anche di gestione dei fondi derivanti dalla tassa di soggiorno, le professionalità attive sul territorio, a cominciare da albergatori e guide turistiche. Nessuno scippo alla Regione, ma piuttosto un’ottimizzazione delle risorse con l’Amministrazione regionale lasciata libera di dedicarsi a grandi progetti (fiere internazionali e azioni mirate).
La nostra proposta parte da due considerazioni: la promozione così com’è concepita attualmente, con una centralità regionale, non ci soddisfa e non sta in piedi, soprattutto nei confronti delle realtà locali. Ricordiamo le Aziende di promozione turistica poi trasformate in Aiat, che avevano delle "teste di ponte" sul territorio: Futura chiede a gran voce che questo compito venga restituito ad aziende decentrate sul territorio. Questo permetterebbe alla Regione di sgravarsi da compiti territoriali per concentrarsi invece sulla promozione di grandi eventi e fiere internazionali e permettere al territorio di decidere autonomamente come gestire le risorse per promuovere il turismo locale attraverso finanziamenti regionali. La Regione, come accadeva una volta, potrebbe trasferire i fondi a questo nuovo ente che ne deciderebbe direttamente la gestione (mentre adesso tutto è stato spostato a Udine).
Tale ente potrebbe e dovrebbe essere particolarmente snello – non vogliamo dei grandi carrozzoni e non puntiamo a poltrone - con un direttore, una segreteria e un consiglio direttivo composto da 5-6 membri scelti tra figure rappresentative del comparto con la funzione di allestire sul territorio dei reali punti di informazione, come si fece un tempo a Trieste, in convenzione con le nostre professionalmente insuperabili guide turistiche e gestendo la realizzazione di materiale promozionale della nostra (ex) provincia. Un esempio? Se in questo momento un albergatore o una struttura ricettiva andasse a chiedere a PromoTurismo FVG delle piantine al di fuori di una quota fissa minima che viene fornita annualmente alle strutture, le dovrebbe pagare. Questo nuovo soggetto potrebbe soprattutto gestire nuovamente quell’appendice ai grandi eventi di cui tanto si sente la mancanza soprattutto nella nostra città, visto il totale fallimento da questo punto di vista dell’amministrazione comunale.
L’azienda così strutturata sarebbe deputata doverosamente alla creazione di una commissione, anch’essa molto snella, costituita da 3-4 persone al massimo e tutti esperti del settore (ad esempio un grafico, una guida turistica, un ufficio di marketing) per gestire e decidere congiuntamente, in accordo con albergatori, ristoratori e associazioni di categoria, l’utilizzo dei proventi della tassa di soggiorno, sgravando da questo compito l’amministrazione comunale e avendo la certezza che i fondi raccolti dal turismo vengano realmente reinvestiti nel settore.
La nostra non è una proposta rivoluzionaria, ma rappresenterebbe piuttosto un ritorno al futuro: non capiamo infatti perché strutture che funzionavano benissimo sono finite a "scatafascio" e di questo sono responsabili due o tre amministrazioni regionali che hanno abbandonato un progetto che - onore al merito - è stato ideato e gestito dal mai dimenticato allora assessore Sergio Dressi. Crediamo infine che anche gli amici della Lega, molto legati alla riproposizione delle province, possano convenire nella bontà di una proposta che delegherebbe la gestione del turismo provinciale a una struttura del territorio, senza essere sganciata dalla Regione, ma restituendo nel contempo dignità a un settore nevralgico per lo sviluppo economico regionale come quello turistico.
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